Pancreatite acuta, cos'è e quali sono i sintomi?

I soggetti più colpiti hanno un'età compresa fra i 40 e gli 80 anni

Ogni anno in Italia si registrano 5-6 casi ogni 100mila abitanti. I soggetti più colpiti hanno un'età compresa fra i 40 e gli 80 anni. La maggior parte degli individui migliora nell'arco di una settimana senza conseguenze degne di nota. In circa il 7% dei pazienti, invece, la malattia si presenta in forma grave e può avere anche esito fatale. Con il termine pancreatite acuta si indica un'infiammazione del pancreas e dei tessuti circostanti che compare improvvisamente. Il pancreas è una ghiandola di forma allungata adibita alla produzione di enzimi digestivi (proteasi) e di ormoni (insulina e glucagone) la cui funzione è quella di regolare il livello di zuccheri nel sangue. Nelle donne vi è una maggiore frequenza della patologia dovuta a calcoli biliari, diversamente negli uomini essa si associa all'alcolismo.

Come già accennato, una delle possibili cause di pancreatite acuta sono i calcoli biliari. Si tratta di formazioni dure che si creano all'interno della cistifellea. Migrando all'esterno della stessa, essi possono provocare la malattia poiché bloccano la bile e il normale percorso degli enzimi pancreatici. Anche l'abuso di alcool è in grado di generare un'infiammazione del pancreas, tuttavia i motivi non sono del tutto chiari. Si ipotizza che l'alcool interferisca con la funzionalità ghiandolare e inneschi, così, un processo di autodigestione da parte degli enzimi del pancreas. Altre cause comprendono: lesioni involontarie della ghiandola, infezioni virali, reazioni indesiderate a determinati farmaci, complicazioni della fibrosi cistica, patologie rare (iperparatiroidismo, sindrome di Reye, malattia di Kawasaki).

Uno dei sintomi principali della pancreatite acuta è un forte dolore addominale che compare all'improvviso all'altezza dello stomaco. L'algia, simile a una pugnalata, diviene sempre più intensa e rimane tale per ore o giorni. Poi prende ad irradiarsi ai lati dell'addome e alla schiena. La situazione peggiora quando si beve e si mangia (soprattutto cibi grassi). Se alla base del disturbo ci sono i calcoli biliari, esso si scatena dopo un pasto abbondante. Se la causa è legata all'abuso di alcool, il dolore si manifesta da 6 a 12 ore dopo aver consumato bevande alcoliche in quantità eccessiva. Altri segni clinici includono: febbre superiore ai 38 gradi centigradi, nausea e vomito, addome gonfio e dolente, colorazione gialla della pelle e della parte bianca degli occhi (ittero).

La pancreatite acuta richiede il ricovero ospedaliero che può durare dai 5 ai 10 giorni. Per evitare il rischio di disidratazione, al paziente verranno somministrati liquidi ed elettroliti attraverso la fleboclisi. Generalmente, dopo un periodo di digiuno, l'alimentazione può essere reintrodotta in maniera graduale con il miglioramento della sintomatologia. Per i dolori vengono impiegati antidolorifici potenti come la morfina. Talvolta può essere necessario ricorrere all'ossigenoterapia. Per una risoluzione del disturbo è bene, tuttavia, trattare le cause che lo hanno scatenato. I calcoli vengono rimossi attraverso la cosiddetta CPRE (colangio-pancreatografia retrograda endoscopica). L'alcolismo prevede un'approccio ampio e diversificato. Imprescindibile l'aiuto psicologico.

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