Prolattinoma, di cosa si tratta e come si manifesta?

Seppur non mortale, questa forma cancerosa può dar luogo a spiacevoli conseguenze tra cui una notevole riduzione dei livelli degli ormoni sessuali

Secondo recenti dati statistici colpisce 14 individui ogni 100mila, in particolare donne. Appartenente alla tipologia degli adenomi, il prolattinoma è un tumore benigno dell'ipofisi che determina una iperproduzione di prolattina. Di conseguenza si instaura una condizione nota come iperprolattinemia. La prolattina è un ormone secreto dall'ipofisi anteriore o adenoipofisi. Nel sesso femminile il suo compito è quello di promuovere lo sviluppo del seno in età puberale e di favorire il processo di lattazione nella fase successiva al parto. Il ruolo di questo ormone nell'uomo, invece, è meno chiaro. Di certo si sa che una sua produzione in eccesso causa svariate problematiche, come disfunzione erettile, ginecomastia e impotenza. Seppur non mortale, questa forma cancerosa genera spiacevoli conseguenze, tra cui una una notevole riduzione dei livelli degli ormoni sessuali estrogeni e testosterone.

Non si conoscono ancora le cause del prolattinoma, tuttavia alcuni studi hanno dimostrato che, essendo una neoplasia sporadica, non viene trasmessa per via ereditaria. Inoltre sembra avere un ruolo chiave l'esposizione prolungata allo xenoestrogeno bisfenolo A che favorisce la crescita e l'attività delle cellule ipofisarie che producono prolattina (cellule lattotrope). Conseguenza immediata è una condizione di iperprolattinemia. Secondo altre ricerche il prolattinoma presenta un tasso di crescita differente da soggetto a soggetto. Tuttavia quando è di piccole dimensioni tende a rimanere tale. Diversamente se è medio-grande ha una maggiore tendenza ad accrescersi ancora di più. Raramente assume una natura maligna trasformandosi, così, in adenocarcinoma.

Se di piccole dimensioni, generalmente, il prolattinoma è asintomatico. Al contrario, se di grandi dimensioni, dà luogo a precise manifestazioni che trovano spiegazione sia nell'iperprolattinemia, sia nella compressione esercitata dalla massa tumorale. Nelle donne sintomi tipici sono: amenorrea, oligomenorrea, galattorrea (rilascio di latte dal seno al di fuori del periodo dell'allattamento), dispareunia, acne e irsutismo. Gli uomini possono soffrire di: disfunzione erettile, ginecomastia, riduzione della peluria e galattorea maschile. In entrambi i sessi si verifica ipogonadismo, infertilità, calo del desiderio sessuale e densità minerale ossea. La compressione esercitata dal prolattinoma è in grado di dar luogo a mal di testa ricorrente, vertigini, nausea, vomito, ipopituitarismo, emianopsia bitemporale. Eventuali complicanze includono: osteoporosi, ipotiroidismo, insufficienza surrenalica e deficit di ormone della crescita.

La diagnosi di prolattinoma inizia dall'esame obiettivo e dall'anamnesi, per poi proseguire con approfonditi esami del sangue. Lo specialista prescriverà anche un esame di diagnostica per immagini (RMN o TAC) e una visita oculistica. La cura si pone degli obiettivi specifici: riportare nella norma i livelli ematici di prolattina, ripristinare le normali funzioni dell'ipofisi, ridurre le dimensioni della massa cancerosa e migliorare la qualità della vita del paziente. La terapia potrà, dunque, essere sia farmacologica che chirurgica. Per la prima, l'uso di bromocriptina e della cabergolina è in grado di ridurre la massa tumorale e di ristabilire i normali livelli ematici di prolattina nell'80% dei casi. La seconda, invece, è indicata nei pazienti che non hanno ottenuto alcun miglioramento con i medicinali o se il prolattinoma è molto grande.

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