Amenorrea, di cosa si tratta e quali sono le cause?

Che sia primario o secondario, il disturbo può essere determinato da numerosi fattori

Assenza di mestruazioni nella donna in età fertile. Ecco cos'è la cosiddetta amenorrea. Per la precisione questo termine viene utilizzato quando la mestruazione salta almeno tre volte di seguito o nel momento in cui la stessa non è ancora comparsa entro i 15 anni. Si può parlare di ciclo mestruale regolare quando ipotalamo, ipofisi, ovaie e utero lavorano in sincronia e in maniera appropriata. Attraverso un ormone specifico chiamato GnRh, l'ipotalamo stimola l'ipofisi a produrre le gonadotropine FSH (note anche come ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone luteinizzante). Una volta secrete queste gonadotropine raggiungono, attraverso il circolo ematico, le ovaie e le stimolano a produrre gli estrogeni e il progesterone. Il compito di questi ormoni è quello di regolare i vari passaggi del ciclo mestruale: rilascio del follicolo, sfaldamento dell'endometrio e comparsa delle mestruazioni.

Esistono due tipi di amenorrea, una primaria e una secondaria. Con il termine amenorrea primaria si indicano tutti quei casi di soggetti femminili che, al compimento dei 16 anni, non hanno ancora avuto il menarca, ma hanno ugualmente sviluppato tutti i caratteri sessuali secondari (peli pubici, seno). Rientrano in questa tipologia anche tutte quelle giovani donne che, all'età di 14 anni, non hanno avuto la prima mestruazione e nemmeno hanno sviluppato i caratteri sessuali secondari. L'amenorrea secondaria fa, invece, riferimento a tutti quegli episodi in cui una donna che non aveva mai sofferto di irregolarità mestruali, lamenta assenza di mestruazioni per almeno tre mesi. I mesi diventano nove se la paziente ha alle spalle una storia di oligomenorrea. Le cause del disturbo sono numerose:

-Condizioni naturali: gravidanza, allattamento, menopausa;

- Squilibri ormonali legati ad anomalie dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaie: queste alterazioni possono dipendere da tumori dell'ipofisi e dell'ipotalamo, da gravi carenze nutrizionali, dalla sindrome dell'ovaio policistico, dalla sindrome di Turner;

- Squilibri ormonali non dipendenti dall'asse ipotalamo-ipofisi-ovaie: essi possono derivare da problematiche tiroidee (ipo e ipertiroidismo), dalla sindrome di Cushing, da episodi di prolattinoma;

- Assunzione di determinati farmaci: chemioterapici, antipsicotici, antidepressivi, medicinali usati per il controllo delle allergie e della pressione arteriosa;

- Particolari abitudini o stili di vita: anoressia nervosa, bulimia, obesità, stress, abuso di droghe, eccessivo esercizio fisico;

- Anomalie anatomiche dell'apparato genitale: sindrome di Asherman, mancanza o malformazioni della vagina, assenza totale o parziale dell'utero.

L'amenorrea è spesso accompagnata da altri sintomi, tra cui: secchezza vaginale, irsutismo, mal di testa, disturbi visivi, acne, galattorrea (perdita anomala di latte dal seno). Ancora dolore pelvico, vampate di calore, sudorazione notturna, aumento o riduzione del peso corporeo, perdita dei capelli, disturbi del sonno. La prognosi, allo stesso modo della terapia, dipende dai fattori scatenanti. Se una causa è curabile con successo, le probabilità di una prognosi favorevole sono elevate. Diversamente se una causa è alquanto grave, le possibilità di una prognosi sfavorevole aumentano in maniera notevole.

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