Sete eccessiva: quando anche bere non basta

La polidipsia è quel disturbo che genera uno stato di sete permanente e intensa, che non può essere placata nemmeno bevendo ingenti quantità d'acqua. Tra le cause vi è il diabete, ma anche la psiche può giocare un ruolo fondamentale

Sete eccessiva: quando anche bere non basta

Una sete eccessiva, intensa, irrefrenabile, insaziabile, che non si placa nemmeno dopo aver bevuto o bevendo in continuazione. La sensazione perenne di avere la bocca asciutta. Cosa può essere successo? Come si altera l’equilibrio ipotalamico che regola l’omeostasi del nostro organismo e ci induce allo stimolo della sete per reidratare le cellule del nostro corpo? Perché, in altri termini, possiamo soffrire di polidipsia?

Sete eccessiva: cause, conseguenze e rimedi

La sete eccessiva è perlopiù un sintomo collegato alla dispersione di una quantità troppo elevata di fluidi che può manifestarsi attraverso la cute, con un’eccessiva sudorazione, attraverso le urine o per il tramite dell’apparato gastroenterico. Coloro che soffrono di polidipsia ingurgitano elevatissime quantità di liquidi, fino a sei litri al giorno e oltre 100 millilitri per chilogrammo, senza riuscire a placare la propria sete.

Esistono delle situazioni fisiologiche che possono essere determinate, per esempio, da un’attività fisica molto intensa, da un clima particolarmente torrido, da un pasto eccessivamente salato o troppo dolce, dall’assunzione di una quantità eccessiva di alcool e caffè, nelle quali la sete eccessiva si cura semplicemente bevendo acqua, possibilmente con un alto residuo fisso affinché sia meno diuretica e presenti una concentrazione maggiore di sali minerali.

Ci sono, però, anche delle condizioni patologiche che possono causare questo spiacevole disturbo e che devono essere indagate a fondo, al fine di scoprire la possibile patologia sottostante alla sete eccessiva. Tra le malattie a cui si fa spesso riferimento in caso di polidipsia annoveriamo il diabete, in particolare quello di tipo mellito e di tipo insipido.

Il diabete mellito è una patologia del pancreas in cui quest’organo non riesce a produrre abbastanza insulina per ridurre la concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia). Gli zuccheri in eccesso sono dunque espulsi attraverso le urine, causando disidratazione e un forte stimolo della sete.

Nel diabete insipido si ha, invece, un deficit nella produzione dell’ormone antidiuretico, chiamato vasopressina (ADH) o adiuretina, da parte della neuroipofisi: la minzione sarà dunque più frequente e insorgerà la polidipsia. Nelle forme di diabete insipido di tipo nefrogenico, l’ormone antidiuretico non provoca stimolazione dei reni, con conseguente poliuria, cioè eccessiva produzione di urina, oltre i 3 litri al giorno. La frequenza della minzione in un soggetto affetto da poliuria supera le sette volte giornaliere, mentre l’intervallo temporale che intercorre tra gli stimoli a urinare è inferiore a quattro ore.

Un semplice test potrebbe essere utile a orientarsi sulla causa scatenante la propria sete eccessiva. Se lo stimolo incessante a bere si presenta sia di giorno che di notte, è più probabile che vi sia un disturbo diabetico, mentre se la sete è presente solamente in orario diurno, potrebbe esserci una maggior componente psicologica.

Polidipsia, quanti tipi ne esistono?

Non bisogna dimenticare che esistono diversi tipi di polidipsia. Si parla infatti di polidipsia primaria, o psicogena, quando la malattia è causata da fattori psicologici quali ansia, stress, noia o da patologie psichiatriche: in particolare, è stata riscontrata una forte correlazione tra polidipsia e schizofrenia. Nei pazienti affetti da patologie psichiatriche la polidipsia primaria è nota anche come potomania.

Vi è poi una polidipsia indotta, che si manifesta per l’assunzione di farmaci antidepressivi, anticolinergici, diuretici, corticosteroidi, farmaci contro la pressione alta, belladonna e derivati. Si riscontra, infine, una polidipsia compensatoria, che deriva dal basso livello di ormoni antidiuretici prodotti dall’ipotalamo, l’area del nostro cervello che racchiude il “centro della sete”, e dalla conseguente eccessiva minzione.

Si può notare come, di frequente, alla base del disturbo della sete eccessiva vi sia la disidratazione, che può essere ingenerata, fra l’altro, dal vomito, con cui si espellono liquidi corporei e succhi gastrici ricchi di acqua, dalla diarrea, dalla febbre, dalla traspirazione eccessiva. La “bocca asciutta” è insieme sintomo e può essere causa della sete eccessiva. Questo disturbo, legato all’insufficiente produzione di saliva da parte delle apposite ghiandole che si trovano nel cavo orale, può essere acuito dal fumo di sigaretta.

La polidipsia può comportare anche l’intossicazione da acqua, o avvelenamento da acqua. L’ingestione di abnormi quantità di liquidi senza averne necessità provoca l’alterazione degli equilibri elettrolitici, riducendo la concentrazione di sodio (iponatremia) con diagnosi che, in taluni casi, possono rivelarsi anche esiziali.

Come curare la polidipsia

La terapia in caso di sete eccessiva sarà modulata sulla patologia che ha causato il disturbo. Un approccio psicoterapeutico, specialmente se di orientamento cognitivo o comportamentale, oppure psichiatrico nei casi di polidipsia primaria, la cura delle patologie scatenanti per la polidipsia compensatoria e indotta.

Nel caso di insorgenza della polidipsia, il medico prescriverà normalmente l’analisi del sangue ed il prelievo di un campione di urine. In alcuni casi, il dottore potrebbe richiedere al paziente di provare a bere meno (test della privazione dell’acqua).

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