Smettere di fumare, cosa c'è da sapere

Tra i buoni propositi del nuovo anno: abbandonare le sigarette. È il momento giusto per aver cura della propria salute

Se fate parte degli 11 milioni di fumatori italiani che nella lista dei buoni propositi del 2021 ha inserito quello di smettere di fumare, avete già fatto il passo più importante verso una sfida difficile ma non impossibile.

Per combatterla, è importante conoscere il nemico e sapere cosa vi aspetta. Ecco qualche consiglio utile.

Quanti anni ha la sigaretta?

Il sistema sanitario internazionale non abbassa la guardia di fronte all’assuefazione al fumo e, ogni giorno, le limitazioni per i fumatori si fanno sempre più stringenti, anche in virtù della forte incidenza delle patologie sulla spesa pubblica. La strada è ancora lunga ma, principalmente, deve fare i conti con il radicato preconcetto che la sigaretta sia sempre esistita e, per questo, forse non possa far così male alla salute.

Niente di più sbagliato. Nel 1560 Jean Nicot, ambasciatore portoghese in Francia, sviluppò dal tabacco scoperto in America il principio attivo della nicotina per uso medicinale, presto abusato come tonico tra marinai e soldati. Attraverso artisti e intellettuali il fumo della pipa o del sigaro, come gesto alla moda, si diffuse nell’ambiente borghese che inventò la sala fumatori in cui accedere con una giacca di ricambio, lo smoking, per evitare di lasciare odore sgradevole sui propri vestiti.

La sigaretta nacque solo nel 1832, quando i soldati turchi presero l’abitudine di inserire strisce di tabacco nei cilindri di carta della polvere da sparo. Incentivato nel mondo militare, l’uso penetrò in Gran Bretagna e Francia e, durante la guerra civile americana un coltivatore della Virginia selezionò le “bionde” con un tabacco più leggero e aromatico, ma con maggior tasso di nicotina.

Sigarette, un concentrato di sostanze tossiche

Ogni sigaretta aspirata contiene un mix di 400 sostanze tossiche di cui 40 dichiarate cancerogene, con effetti devastanti sull’organismo (fonte ISS) tra cui:

  • benzene: una componente naturale del petrolio collegato a un maggior rischio di leucemia e anemie, provoca danni genetici anche con il fumo passivo e nel feto può causare malformazioni dei tessuti ossei;
  • formaldeide: potente battericida classificato cancerogeno dalla IARC (International Agency for Research on Cancer);
  • catrame: mix chimico appiccicoso provocato dalla combustione che provoca l’inconfondibile colore giallo su denti, dita e polmoni. Le sigarette light (o tar) sono a basso contenuto di catrame ma contengono tutte le altre sostanze nocive;
  • arsenico: veleno che accumulandosi nel corpo danneggia il cuore, il sistema nervoso e digestivo;
  • cadmio: metallo che danneggia i reni e il rivestimento delle arterie;
  • cromo: è il maggior responsabile del cancro ai polmoni;
  • cianuro di idrogeno: distrugge le ciglia delle vie respiratorie che proteggono i polmoni e produce la tipica tosse da fumo;
  • monossido di carbonio: gas incolore e inodore che costituisce il 3-5% del processo di combustione delle sigarette e riesce a legarsi ai globuli rossi sottraendo ossigeno e rischiando la produzione di trombi;
  • ammoniaca: converte la nicotina in gas rendendone più facile l’assorbimento e accentuando la dipendenza

Fumo, le nuove ricerche sui danni

Al di là dei danni ormai noti provocati dal fumo sul sistema cardiocircolatorio, sulla pelle, su alcuni organi, è ormai accertato che anche il fumo passivo generi rischi importanti, soprattutto per i bambini su cui può provocare asma, otiti, malattie respiratorie. Secondo i test dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (pubblicato su European Respiratory Journal) una sigaretta inquina da 4 a 6 volte in più di uno scarico di un tir e, nelle aree all'aperto frequentate da fumatori, si riscontrano concentrazioni di polveri sottili pari - se non maggiori - rispetto alle vie trafficate da auto.

Ad oggi il fumo è collegato all’insorgenza di 17 tipi di tumore, ma non si conoscono ancora con precisione i danni a cascata sul DNA. Studi recenti hanno determinato che mediamente ogni 50 sigarette fumate si genera una mutazione di 1 cellula polmonare, con effetti cancerogeni che si possono estendere anche ad altri organi (in particolare vescica e fegato). Più variazioni di sviluppano più alta è la probabilità di essere colpiti, per cui vale la pena interrompere la catena del rischio. Lo studio americano di Los Alamos National Laboratory (New Mexico) pubblicato su Science dimostra che interrompendo il fumo prima della mezza età si riescono a evitare rischi e che smettendo di fumare in generale si guadagnano anni di vita.

Smettere di fumare: cinque consigli utili

  1. Decidere di smettere è il passo più importante perché parte dalla consapevolezza di volersi bene. Le ricadute potrebbero anche esserci ma fanno parte del cambiamento e non devono scoraggiare. Il desiderio di una sigaretta dura fisiologicamente pochi minuti, quindi nei momenti critici è fondamentale distrarsi. La crisi passerà.
  2. La nicotina è anoressizzante quindi, smettendo di fumare, si potrà aumentare di qualche chilo che, però, si perderà facilmente facendo attività fisica, ottenendo gli stessi effetti sul buon umore senza rischi.
  3. Il medico di base potrà consigliare una strategia farmacologica adatta per superare i primi mesi con l'assunzione di farmaci sostitutivi della nicotina. Recenti studi israeliani hanno evidenziato che l'assunzione di Omega3 è utile per superare la pressione dei sintomi dell'astinenza da sigarette (Journal of Psychopharmacology).
  4. È importante condividere la scelta con altri, avere informazioni e ottenere supporto psicologico. Il medico curante potrà indirizzare verso i Centri Antifumo territoriali che offrono supporto motivazionale e informazioni (Numero Verde contro il Fumo 800554088).
  5. Le sigarette elettroniche sono un buon metodo per diminuire l’assunzione di nicotina ma il dibattito nel mondo scientifico è molto acceso e gli effetti poco conosciuti. L’Istituto Superiore della Sanità allerta sul rischio di contraffazioni o scarsa qualità e sull’eccessiva e facile diffusione tra i giovanissimi incoraggiati dalle accattivanti pod-mod di ultima generazione simili a chiavette USB che erogano maggiori livelli di nicotina (245 ng/ml) rispetto alle altre e-cig e alle normali sigarette (155 ng/ml).

Smettere di fumare, la volontà non basta

La sostanza che provoca quell’irresistibile desiderio di fumare è la nicotina che, stimolando il rilascio di dopamina (il cosiddetto ormone della felicità), attiva nel cervello il senso di piacere. Ogni sigaretta ne contiene in media di 0,8 mg, sufficienti a creare dipendenza. Ma le difficoltà non si fermano qui.

Un aspetto con cui deve fare i conti un fumatore ‘pentito’ è la cosiddetta identità del fumatore: un subdolo senso di appartenenza a un clichè sociale radicato nel vissuto individuale da combattere cercando alternative gratificanti (Università dell’East Anglia). Un altro fattore in corso di studio ma che si sta rivelando importante è l’autosuggestione tanto che il nostro cervello è in grado di interrompere il circuito del desiderio di nicotina anche solo credendo di averla assunta (University College London e Virginia Polytechnic Institute).

Recenti ricerche hanno, infine, dimostrato che un terzo dei fumatori caucasici è portatore di una variante genetica del gene ANKK1, collegato al rilascio di dopamina, che rende più difficile smettere di fumare (Zhejiang University School of Medicine di Hangzhou-Cina), ma potrà diventare soggetto di studio per combattere le dipendenze tra cui anche l'obesità.

Cosa succede quando si smette di fumare

Nel momento della scelta di smettere di fumare è necessaria la consapevolezza sulle reazioni che si innescheranno nel nostro corpo spegnendo l'ultima sigaretta per affrontarle al meglio.

  • 20 minuti: pressione e battito cardiaco tornano nella norma
  • 2 ore: inizia la fase di astinenza da nicotina che provoca umore nero, stordimento, tensione, difficoltà a dormire
  • 8 ore: il sangue inizia a ripulirsi dal monossido di carbonio
  • 24 ore: inizia una tosse fisiologica provocata dall’organismo che tenta di liberarsi delle tossine
  • 48 ore: la nicotina è eliminata dall’organismo e le terminazioni nervose iniziano a ripararsi: le papille gustative riacquisiscono la sensibilità originaria (se il danno non è irreversibile)
  • 72 ore: inizia la crisi di astinenza da nicotina che si sviluppa con mal di testa, nausea, tremori, sintomi ansiosi o depressivi. Superata la crisi, la via è in discesa
  • 30 giorni: diminuisce il rischio di diabete
  • 3-9 mesi: i polmoni cominciano a ripulirsi e le ciglia delle vie respiratoria si riformano, diminuisce la tosse e si respira meglio
  • 1 anno: il rischio di malattie cardiache è dimezzato
  • 10 anni: si dimezza il rischio di tumore ai polmoni rispetto a chi non ha smesso di fumare
  • 15 anni: si elimina il rischio di infarto che diventa uguale a chi con lo stesso stile di vita non ha mai fumato
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Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Mar, 02/02/2021 - 19:53

Il fumo ha un punto di non ritorno esteso nel tempo, volontà del soggetto permettendo, il fumo o l'effetto degli stupefacenti ha il punto di non ritorno praticamente dal momento che "chi tocca i fili muore".

manfredog

Mer, 03/02/2021 - 14:53

...per smettere di fumare ognuno può avere la sua strada, per così dire, la cosa più importante non è la volontà, che serve a ben poco il più delle volte, la cosa più importante è che nella mente di chi smette o vuole farlo, partendo dalle più diverse circostanze, diverse per ognuno di noi, si "ripristino" quegli stati mentali di quando la persona non aveva ancora iniziato a fumare e stava benissimo. Se si riesce in questo, è quasi sicuro che si smetterà per sempre e senza "soffrire" particolarmente. mg.