Dopo l'intervento alla prostata il pene si accorcia di un centimetro ogni anno

In Italia un uomo su 8 si ammala di tumore alla prostata. A preoccupare i pazienti non è l’intervento chirurgico ma la paura di perdere la virilità. Grazie ai nuovi interventi di protesi peniena in quindici minuti si risolve qualsiasi problema di disfunzione erettile

Dopo la scoperta di un tumore alla prostata numerose sono le paure dei pazienti affetti da questa patologia.

Ad alimentare le paure e i dubbi dei pazienti non è solo l’intervento chirurgico in sé per sé ma, soprattutto, il rischio di perdere la propria virilità. Dopo un intervento di asportazione della prostata si è dimostrato che il pene comincia ad accorciarsi di 1 centimetro all'anno. È quanto emerso da uno studio presentato all'ultimo Congresso della Sexual Medicine Society of North America (Smsna), tenutosi a Miami dall'8 all'11 novembre. La ricerca è stata condotta da un gruppo italo-americano composto dal chirurgo Paul Perito di Miami e da Gabriele Antonini dell'Università Sapienza di Roma.

"Dopo un intervento così importante come quello per un tumore alla prostata “,spiega il Dott. Antonini, “viene alterata inevitabilmente la vascolarizzazione dei corpi cavernosi del pene. Questo determina una ipovascolarizzazione e una ipo-ossigenazione delle arterie del pene”. Si rischia così un' evidente riduzione della lunghezza e della circonferenza del membro. Sfortunatamente le innovative tecniche robotiche non riescono ad evitare il processo fibrotico responsabile di ciò.

Da diversi anni in Usa e anche in Italia molti uomini optano per la “bombità”. È il dispositivo endocavernoso idraulico che permette attraverso due cilindri gonfiabili, posizionati nel pene ed un piccolo meccanismo a forma di 'bomba” posto nello scroto, di arrestare il processo fibrotico di accorciamento del pene. Questo dispositivo è in grado di ripristinare una normale e soddisfacente attività sessuale.

Ad essere soprattutto preoccupate per la depressione e il blocco emotivo dei mariti per la diminuzione delle dimensioni sono le mogli. Sono loro a motivare i loro mariti a scegliere come soluzione ultimativa al problema quello dell’inserimento della protesi peniena. La protesi viene inserita con un intervento in regime di day-surger e non è invasivo. Il problema viene risolto in appena 15 minuti . Il dispositivo che viene inserito è completamente invisibile perché posto all'interno del corpo ed è paragonabile ad un qualsiasi dispositivo protesico da impiantare chirurgicamente. Possono beneficiare di questo dispositivo non solo i pazienti oncologici ma tutti quei pazienti affetti da disfunzione erettile ed in particolare quelli con diabete.