Se per imitare il ministro Brunetta bastasse mettersi in ginocchio, potrebbe farlo anche nostro figlio che ha dieci mesi e che quindi non dovrebbe nemmeno mettersi in ginocchio. Pierluigi Bersani è di Bettola, quella in provincia di Piacenza, perciò non parla come il fido compare bolognese di Valentino Rossi negli spot di Fastweb. Che nel siparietto di Kazzenger, parodia di Voyager di Roberto Giacobbo, uno dei misteri da risolvere sia se «Troia labbia costruita Tarantini», non è una battuta che fa ridere, come pure la domanda «ma la Sacra Sindone si potrà lavare in lavatrice a quaranta gradi?». E che «Feltri sia simpatico come una coda in Tangenziale», è una roba che, attaccata a chiunque (Lippi, Santoro, lallenatore dellInter, il professore del liceo, il capo cafone) labbiamo sentita dal 1990 in bocca a chiunque. Che Berlusconi, durante il direttivo nazionale del Pdl abbia intimato a Fini «una cosa che non ha mai intimato a nessuna donna: lascia la Camera», non vale, francamente, una prima serata su La7. E nemmeno la freddura: «Ma se uno va fuori porta il 25 aprile, la benzina gliela rimborsano? La Resistenza, è detraibile?». Che assieme a Karima di Amici si metta a scimmiottare un brano di Stevie Wonder per cantare la fine dellamore politico tra il presidente del Consiglio e il presidente della Camera, intonando «n cè più la voglia di pararci il culo», non fa sorridere e oseremmo dire, manco riflettere. Che è quello a cui la sinistra tiene sempre. Ad ogni stacco pubblicitario, per congedarsi dal pubblico, la frase tormentone è: «Restate con voi». Ci può giurare il caro Crozza (Crozza Alive, domenica, La7, ore 21.35) che restiamo con noi anziché con lui, con ciò che resta di lui. Come pure può giurare sul fatto che sia più facile che un cammello passi per la cruna di un ago (immagine con cui parte la sigla del programma) piuttosto che lui riesca a strappare una reazione spontanea di ilarità. Perfino il pubblico in studio diretto dalla claque è reticente. Salvate il soldato Crozza. Tanto incisivo un po di tempo fa, ora imbolsito di spirito, spalmato su un programma troppo lungo, troppo costruito solo su di sé (gli unici momenti potabili sono quelli con gli ospiti), vestito come la brutta copia del commissario Montalbano.
E dire che a inizio puntata, laltra sera, ha contato gli astanti, ha ipotizzato una stima del pubblico a casa e ha avuto il becco di dire «Fondiamo un partito? Prendiamo più del tre per cento dellUdeur». Non ci giureremmo, caro Crozza.Salvate il «soldato Crozza» a corto di ironia
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