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Sangue e potere: è la Laguna del '600

Matteo Strukul torna con un thriller storico che si ispira a un fallito colpo di Stato

Sangue e potere: è la Laguna del '600
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Venezia, secondo decennio del Seicento. La Serenissima naviga in acque agitate. È sempre una delle grandi potenze navali del Mediterraneo ma gioca da decenni sulla difensiva. Le grandi monarchie europee hanno già allungato le mani sulla penisola italiana e gli scontri con la Sublime porta e i temibili pirati uscocchi rischiano di minare la sua forza sul mare. Ad essere pericolosa, in questo momento, per la Serenissima è soprattutto la rete di spionaggio costruita dal marchese di Bedmar (1574 - 1655), porporato e ambasciatore del re di Spagna. Aveva predisposto, per colpire la Repubblica, un vero e proprio colpo di Stato. Fallito grazie ad una provvidenziale, per i cittadini di San Marco, tempesta che ha scompaginato le forze spagnole che avrebbero dovuto penetrare in Laguna.

Ma per il Doge e i suoi uomini non c'è tempo da perdere: si tratta di fare piazza pulita in città di tutte le spie e gli infiltrati del nemico. Costi quel che costi, comprese le vittime collaterali. Questo è lo sfondo che Matteo Strukul ha scelto per il suo nuovo romanzo storico, in libreria da questa settimana, e di cui in questa pagina presentiamo per gentile concessione dell'editore Newton Compton un estratto: La vendetta dei leoni di Venezia (pagg. 312, euro 9,90).

Strukul, famoso per la saga I Medici, in questo caso segue le orme del suo precedente thriller seicentesco e veneziano - La congiura delle vipere - e mette in scena giocando con gli stilemi del feuilleton ottocentesco, un misterioso spadaccino mascherato, El Caigo, che si muove all'interno della città per spazzare via i nemici del Doge, ma anche per far rispettare un minimo di giustizia. Il suo nome in veneziano significa "la nebbia" e le sue azioni sono spietate... ma non quanto la vendetta che Venezia vuole su tutti i suoi nemici.

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