Sarkozy, rivoluzione al governo Arriva il nipote di Mitterrand

Un’altra donna, Michèle Alliot-Marie, al posto di Rachida Dati. All’erede dell’ex presidente il ministero della Cultura: Frédéric, 62 anni, non ha mai fatto politica

Sarkozy, rivoluzione al governo  
Arriva il nipote di Mitterrand

Parigi - È quasi un nuovo governo quello varato ieri a Parigi dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy e dal primo ministro François Fillon. Il rimpasto era stato reso necessario dalla partenza di due ministri, eletti al Parlamento europeo: la titolare della Giustizia Rachida Dati, ormai malvista da Sarkozy, e il ministro dell'Agricoltura Michel Barnier, che ha voluto lui stesso lasciare il governo e che alla fine diventerà vicepresidente della Commissione.

In realtà il rimpasto è andato molto oltre la sostituzione dei due partenti, circostanza che conferma l'intenzione di Sarkozy di rilanciare la propria azione politica. Escono otto ministri: oltre a quella dei due citati, c'è (tra l'altro) la partenza del titolare dello Sport, Bernard Laporte, ex allenatore della nazionale di rugby. Di lì una sorpresa: il sostanziale siluramento della bellissima Rama Yade, costretta a lasciare l'incarico (che viene cancellato) di ministra dei diritti umani. Rama Yade si era mostrata insofferente alla disciplina di governo. Sarkozy l'ha mandata allo Sport.

Ben più importante è il cambiamento alla Giustizia: al posto della Dati, che non era riuscita a gestire efficacemente la riforma della magistratura, va la «donna di ferro» Michèle Alliot-Marie, che lascia il ministero dell'Interno a Brice Hortefeux. Quest'ultimo (che lascia gli Affari sociali) è uno dei due super-fedelissimi di Sarkozy. L'altro è Christian Estrosi, l'attuale sindaco di Nizza, di origine italiana. Estrosi assume la guida di un importante dicastero come l'Industria. Sempre politicamente molto significativi sono altri cambiamenti: il ministro dell'Educazione nazionale (vittima della rivolta studentesca) Xavier Darcos va agli Affari sociali e lascia il posto a Luc Chatel, esponente della nouvelle vague sarkozysta, che ha il compito di pacificare il mondo della scuola; il ministro degli Affari europei Bruno Lemaire va all'Agricoltura (dove lo attendono tempi duri) e lascia il posto a Pierre Lellouche, uno dei migliori esperti francesi di politica internazionale.
Le scelte di fondo di Sarkozy in occasione di questo rimpasto sono due: da un lato inserire o premiare persone di fiducia del presidente (come appunto Estrosi, Hortefeux, Chatel e Lellouche) e dall'altro proseguire sulla linea dell'apertura ad aree politiche estranee al governo stesso. Ecco dunque la promozione dell'ex sindaco socialista di Mulhouse, Jean-Marie Bockel, che lascia il dicastero degli ex combattenti per diventare il numero due alla Giustizia; ecco l'inserimento come ministro del Territorio del senatore centrista Michel Mercier, che abbandona il Movimento democratico di François Bayrou, ed ecco la notizia più eclatante sul piano della pura immagine: l'ingresso di un Mitterrand al governo col centrodestra.
Si tratta di Frédéric Mitterrand, che compirà i 62 anni il prossimo agosto e che è figlio di uno dei fratelli dello scomparso François Mitterrand, l'uomo che fondò nel 1971 il Partito socialista francese e che fu all'Eliseo dal 1981 al 1995. Frédéric Mitterrand, che non ha mai fatto politica in modo attivo, è uno dei più noti intellettuali francesi, con esperienza nel settore letterario, giornalistico, cinematografico e soprattutto televisivo. Nell'ultimo anno Mitterrand ha diretto a Roma il polo culturale di Villa Medici, una delle più celebri e prestigiose istituzioni francesi all'estero. Adesso il nipote del rifondatore della sinistra francese entra al governo, assumendo un dicastero che in Francia può essere molto importante: quello della Cultura. «È un onore!», ha dichiarato ieri il nuovo ministro, confermando di fatto le indiscrezioni sulla sua nomina.

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