Sbarchi, premier all'Ue: "I portavoce stiano zitti"

Durissima presa di posizione del premier dopo la richiesta di informazioni sui respingimenti dal portavoce di Bruxelles: "Deve parlare il presidente della Commissione. O l'Italia non darà più il suo voto". Il portavoce di Barroso: "Polemiche inutili, nessuna critica"

Sbarchi, premier all'Ue: "I portavoce stiano zitti"

Danzica - "Non daremo più il nostro voto, bloccando di fatto il funzionamento" dell’Unione europea e "chiederemo il dimissionamento dei commissari" se nell’Ue continueranno a parlare i portavoce anziché il presidente della Commissione. Lo ha detto il presiedente del Consiglio Silvio Berlusconi, arrivando a Danzica, a proposito della richiesta di chiarimenti di Bruxelles all’Italia in tema di immigrazione.

Berlusconi minaccia Ai giornalisti che gli chiedono di commentare la richiesta della Ue di chiarimentisui respingimenti effettuati dall’Italia nei confronti degli immigrati, Berlusconi risponde che: "Non è vero. Si strumentalizzano espressioni di portavoce, è un problema che porterò sul tavolo del prossimo vertice dei capi di Stato e di governo". Il premier spiega poi la sua posizione "decisa e precisa: non daremo più il nostro voto bloccando di fatto il funzionamento del Consiglio europeo ove non si determini che nessun commissario europeo e nessun portavoce di Commissione possa intervenire più pubblicamente su alcun tema".

Parli il presidente Berlusconi ribadisce quindi oggi con ancora più fermezza la sua posizione secondo la quale "deve spettare solo al presidente della Commissione e al suo portavoce di intervenire, e chiederò che commissari e portavoce che continuino nell’andazzo di tutti questi anni vengano dimissionati in maniera definitiva". Secondo Berlusconi le dichiarazioni dei portavoce della Commissione creano una situazione "che non si può accettare perché si danno alle opposizioni di ogni Paese delle armi che invece non esistono".

Il portavoce di Barroso "Se chiediamo informazioni questo non rappresenta una critica". È quanto ha sottolineando il portavoce della Commissione Ue Johannes Laitenberger. "Non ho visto questi commenti, ma quello che dico è che sull’argomento dell’immigrazione così come su altri temi lavoriamo con l’Italia in modo obiettivo e corretto" ha osservato Laitengerber. La comunicazione della Commissione Ue è organizzata sulla base dei Trattati Ue e l’esecutivo europeo è "un organismo collegiale" sottolinea ancora il portavoce della Commissione Ue. "Non vediamo nessun motivo di entrare in polemica. Ci concentriamo sulla sostanza" ha spiegato il portavoce. "Con l’Italia e con tutti gli altri Stati Ue c’è lavoro da fare ed è quello che vogliamo fare" aggiunge Laitenberger.

La replica di Abbott "Sono sorpreso, davvero sorpreso, perché sono giorni che stiamo dicendo la Commissione non sta criticando nessuno stato Ue" sulla gestione dell’immigrazione. Così Dennis Abbott, uno dei portavoce della Commissione Ue, ha risposto a chi gli ha riferito della presa di posizione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi contro i portavoce della Commissione Ue. "Se mi viene rivolta una domanda io rispondo sulla base di chiare istruzioni che ricevo dall’ufficio del vicepresidente della Commissione Ue Jacques Barrot" ha osservato Abbott, sottolineando che proprio nel briefing con la stampa di oggi ha sottolineato come la richiesta di informazioni, in questo caso a Italia e Malta, sia una procedura normale. "La commissione Ue non sta in nessun modo criticando l’Italia", ma anzi cerca di sostenere l’Italia e tutti gli stati Ue sottoposti alle pressioni migratorie, ha sottolineato Abbott.

Schlz all'attacco Martin Schulz, capogruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo (S&d), non è soddisfatto della reazione diplomatica con cui la Commissione Ue ha risposto finora a Berlusconi. In una nota da Bruxelles, Schulz chiede alla presidenza di turno svedese dell’Ue, al presidente della Commissione Barroso e a tutti gli altri gruppi europarlamentari "a cominciare dal Ppe, di reagire immediatamente e in prima persona contro questo inaudito attacco alle istituzioni europee". "Berlusconi - ha attaccato Schulz - non si sogni di potere chiudere la bocca all’Unione europea. L’Europa ha già dolorosamente sperimentato queste pratiche".