Scajola: convocazione dei vertici Rai il 7 o l'8 ottobre

New York - La convocazione dei vertici della Rai presso il Ministero dello Sviluppo Economico potrebbe avvenire nei giorni 7 o 8 ottobre. Lo ha detto, arrivando negli Stati Uniti per una visita istituzionale, il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, spiegando che nel corso dell'incontro con i vertici verrà fatto il punto sulla situazione della televisione pubblica, con particolare riferimento all'ultima puntata di Annozero che ha suscitato diverse polemiche. Spiegando la decisione di convocare i piani alti di Viale Mazzini, Scajola ha evidenziato che "é esplosa in me questa valutazione dopo l'ultima trasmissione di Santoro, la prima di questo corso. Ma tutto questo era latente da tempo, fa parte di un ragionamento complessivo sul mezzo tv pubblico e sul senso di responsabilità nell'utilizzarlo".

Interrogato sulla convocazione al Ministero del presidente e del direttore generale della Rai, Scajola ha risposto: "Credo di sì, ma stiamo valutando". Il ministro ha spiegato quali sono i motivi alla base della convocazione: "C'é un insieme di sistemi di garanzia per il servizio pubblico nel nostro Paese, che non è rappresentato soltanto dalla Commissione parlamentare di Vigilanza. C'é anche il Ministero ex Telecomunicazioni, oggi dello Sviluppo Economico e sfido chiunque a dimostrare che il mio intervento sia fuori dalle mie prerogative". Nel corso dell'incontro, ha aggiunto Scajola, si parlerà anche del nuovo contratto di servizio, che andrà a sostituire quello attuale, in scadenza alla fine di quest'anno. "Da tre mesi - ha spiegato il ministro - ho già nominato una commissione che sta lavorando per la stesura del nuovo contratto di servizio", che sarà chiamato a fare "ulteriore chiarezza" su alcuni aspetti dell'informazione pubblica. "Dove andremo a finire se ci fosse una disdetta di abbonamenti che non facesse più tornare i conti della Rai?", si chiede il titolare del Ministero di via Veneto. Lo scopo dell'incontro con i vertici Rai è infatti quello di "richiamare il rispetto di un contratto che è nelle fasi finali della sua applicazione e che va rispettato tutto". Scajola ha quindi aggiunto che "alla luce delle motivazioni che mi daranno i vertici Rai, dovremo valutare una maggiore chiarezza nel contratto di servizio", che non potrà comunque prevedere poteri di sanzione in carico al Ministero, perché questo ha "poteri di ispezione. La sanzione spetta all'Autorità", ha evidenziato Scajola. In merito alla possibile scelta di individuare un amministratore unico a cui affidare la Rai per toglierla dal potere dei partiti, il ministro ha spiegato che questa al momento "non è la priorità. Credo che sia un argomento che dovrà essere trattato dal Parlamento e dalle forze politiche".

"Giusto pagare il canone, ma rischio ribellione" "Ritengo che il canone Rai si debba pagare" ma esiste il rischio "che il cittadino si possa ribellare, non pagando il canone e quindi mettendo in crisi la tv pubblica, che ha già dei conti molto difficili". Ha detto il ministro d. "Mi auguro - ha spiegato Scajola - un'informazione che abbia sempre ben salda la consapevolezza dell'estrema delicatezza dello strumento tv, mi pare che non ci sia abbastanza attenzione, che ci sia il rischio che talvolta prevalgano il senso della cattiveria e della deformazione". Secondo il ministro si tratta di "un discorso che si può allargare alla qualità del servizio che la tv pubblica deve dare, proprio perché c'é il canone che viene pagato dal cittadino. Ritengo che il canone si debba pagare, ma proprio perché non si deve rompere il patto tra gli ascoltatori e la Rai, è necessaria la responsabilità".

Zavoli: il governo rispetto le competenze "In relazione all'iniziativa governativa riguardante la prima puntata di Annozero senza entrare qui nel merito di contenuti che possano legittimamente essere valutati in un senso o nell'altro non sarebbe legittimo trasformare una facoltà di cui il Governo ha il pieno diritto in qualcosa che configurasse atteggiamenti censori, specie quando dovessero corrispondervi indebite richieste di sanzioni, soppressione di programmi, licenziamenti". Lo ha dichiarato il senatore Sergio Zavoli, Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai. "Di fronte a questo ordine di problemi - ha aggiunto Zavoli - non si vuole certo ricordare al Governo, anticipandone pensieri e volontà, che tali competenze appartengono nelle loro diverse giurisdizioni, alla Commissione parlamentare di vigilanza, all'Agcom e al Consiglio di Amministrazione della Rai". "Nella persuasione che il Governo non andrà oltre l'esigenza di assumere, sulla 'questione Annozero' - ha concluso Zavoli - un corpo di informazioni, rispettando compiti e prerogative del Parlamento, per quanto mi compete, provvederò senza indugi a convocare l'Ufficio di Presidenza e, di seguito, la seduta plenaria della Commissione"