Dalla Scala al Petruzzelli, la lirica in black out

Milano «Siamo spiacenti di dovervi informare che in considerazione delle presenti forti tensioni conseguenti all’emanazione del decreto legge di riforma delle fondazioni liriche, si è reso opportuno cancellare la conferenza stampa e gli incontri previsti il 21 maggio prossimo per la presentazione della Stagione 2010-2011». Così la Scala ha fatto seguito ieri alle polemiche di lunedì tra il sovrintendente Lissner e il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi. «Non si può accettare un decreto che penalizzi la Scala e che va contro la capacità di gestione» aveva detto Lissner al Tg3 Lombardia valutando il decreto firmato dal presidente della Repubblica, Napolitano, sulle «disposizioni urgenti in materia di spettacolo e di attività culturali». Bondi aveva risposto: «Trovo sorprendenti le dichiarazioni di Lissner, nessuno può pensare che io non conosca e non apprezzi il valore e le peculiarità della Scala». Non sono state le uniche polemiche. Intanto La Scala farà saltare la prima dell’Oro del Reno di Wagner giovedì prossimo mentre già ieri la protesta ha annullato il Simon Boccanegra di Verdi: al suo posto, alla fine di un corteo tra la piazza e il Duomo, in sala c’è stata un’assemblea dei dipendenti. Se la conferenza stampa non si farà, «i titoli e i dettagli del cartellone - si sottolinea nel comunicato ufficiale- saranno comunque diffusi al pubblico lo stesso 21 maggio in tutti i modi consueti: con la messa on-line sul sito, con comunicati e cartelle stampa elettroniche, via newsletter, con la distribuzione consueta dei calendarietti gratuiti».
Anche il teatro del Maggio Musicale Fiorentino si è mobilitato: «Non avrà luogo oggi la terza recita de La Donna senz’ombra, l’opera di Strauss che ha inaugurato con grande successo la 73ma edizione del Festival, e vengono cancellate le due serate di danza indiana con Alarmel Valli previste al Teatro Goldoni il giovedì e venerdì». Anche L’Accademia di Santa Cecilia di Roma ha indetto un’assemblea permanente.
Dura presa di posizione anche dal Petruzzelli di Bari. Per il sindaco e il presidente della Fondazione lirica, il decreto «rischia di far perdere a queste ultime la loro autonomia artistica, bloccando e incidendo sulla loro attività». Perciò è stato indetto un incontro tra tutti i deputati pugliesi di «ogni schieramento».
Il Teatro dell’Opera di Roma ha invece indetto una notte di «veglia» prima dell’incontro di domani tra il ministro Bondi e i sindacati nazionali. «I dipendenti del teatro capitolino - si legge in una nota - invitano la cittadinanza mercoledì maggio alle ore 20 ad una kermesse musicale nella quale Orchestra, Coro e Corpo di Ballo, con l’ausilio di tutte le maestranze, si esibiranno gratuitamente». Ieri sera il ministro Bondi è intervenuto con una nota: «Desidero ricordare che è proprio per l’amore che nutro per la cultura, ed è proprio perché voglio salvare in particolare la musica lirica dal fallimento, che ho sottoposto al consiglio dei ministri una riforma del settore, da lungo tempo attesa. Solo chi vuole nascondere la realtà oppure solo chi è abbagliato da vetusti pregiudizi politici, che sono peraltro all’origine della crisi stessa delle fondazioni, può continuare in forme di protesta immotivate, nonostante la più volte dichiarata volontà da parte mia di aprire un confronto di merito».

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