Le scaramucce rispettose di Sandra e Raimondo

Le scaramucce rispettose di Sandra e Raimondo
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Una coppia che a suon di scaramucce è divenuta il prototipo del legame indistruttibile. Fa davvero piacere che le scene(tte) da un matrimonio di Sandra Mondaini (1931-2010) e Raimondo Vianello (1922-2010) siano costantemente replicate, e fa piacere che una studiosa, Chiara Zaccariotto, abbia inteso celebrarli con un libro. La Mondaini asseriva di appartenere, col consorte, a una generazione di attori consapevoli di entrare nelle case senza suonare il campanello: per questo, per rispetto verso chi li guardava, si presentavano eleganti. Da qui il titolo Senza suonare il campanello. La comicità elegante di Sandra e Raimondo (Augh! Edizioni, prefazione di Ricky Tognazzi).

Raimondo aveva un padre ammiraglio, che sognava per il figlio un futuro da diplomatico. Il giovane però, vivendo contingenze storiche non facili (aderì alla Rsi, poi fu internato dagli Alleati), ne trasse come lezione uno sguardo disincantato verso la politica. L'ingresso in teatro avvenne per caso: cercavano uno coi requisiti fisici di un ufficiale americano e Raimondo accolse l'invito. Negli anni '50 ci fu l'incontro con Ugo Tognazzi, col quale fecero sganasciare il pubblico teatrale prima e la platea televisiva poi. Il rapporto tra Ugo e Raimondo era all'insegna della complicità profonda. Li accomunava il non prendersi mai troppo sul serio.

Sandra era figlia di un noto umorista e disegnatore, Giacinto Mondaini. Galeotto fu Marcello Marchesi, nell'introdurla all'ambiente teatrale. Il resto lo fece il brio incontenibile della ragazza, che intuì di non potere competere con le showgirl bellone, sviluppando l'ironia. Agli albori della tv Sandra era lì, a proporre le «bambine terribili» Cutolina e Arabella, cui avrebbe fatto seguito il capolavoro Sbirulino. L'amore con Raimondo scoccò nel '58 durante una tournée, con una dichiarazione al ristorante: così d'emblée si voltò e le disse di essersi innamorato, salvo poi girarsi verso Gino Bramieri, ignorandola per il resto della sera.

Germogliata l'unione, maturò l'idea di raccontare, in favore di telecamera, il loro ménage sponsale, dando vita a programmi quali Sai che ti dico?, Tante scuse, Stasera niente di nuovo fino alle sedici edizioni di Casa Vianello. Costruirono una popolarità immensa, che sopravvive alla loro scomparsa.

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