Scende in mare il super yacht che tutela l’ambiente

Scende in mare il super yacht  che tutela l’ambiente

(...) che, arrivato alla 19esima edizione, presenta una novità assoluta nella nautica da diporto: le barche ecologiche. A tenere banco, durante la kermesse che ha aperto i battenti mercoledì, alla presenza del principe Alberto di Monaco, Rina Marine che ha illustrato la nuova la certificazione Green Plus, uno standard per il riconoscimento dell'ecosostenibilità applicabile a barche dai 24 metri in su. Una novità che per la prima volta riconosce meriti a chi produce imbarcazioni private ecosostenibili, caratteristica prima richiesta e controllata solo per le navi commerciali. «Poiché non si può azzerare, ma solo ridurre l'emissione inquinante - ricorda l’amministratore delegato del Rina, Ugo Salerno - l'armatore può far quantificare l'entità dell'inquinamento non sanato e, per compensazione, ha la possibilità di acquistare una quota corrispondente in un progetto internazionale di salvaguardia ambientale o investire in opere di riforestazione». Sono tre i nuovi mega yacht, di costruzione italiana, che hanno ricevuto la Green Plus, come sottolinea Paolo Moretti, responsabile Rina Yacthing. Il riconoscimento è andato a due imbarcazioni da 62 metri, il MY Candyscape II e MY RoMa, costruiti da Viareggio Superyachts, e il MY Ocean Emerald, un superyacht da 41 m, costruito dai Cantieri Navali Rodriquez di Sarzana sulla base di un progetto dell'architetto Norman Foster. Nella stessa occasione il cantiere cinese Kingship Marine di Hong Kong ha annunciato che costruirà uno yacht da 45 metri per il quale è stata richiesta la certificazione Rina Green Plus. Si tratta del primo yacht cinese che riesce ad ottenere la certificazione ambientale. Ma la vera perla della rassegna è l'Ocean Emerald, mega panfilo progettato dall'architetto Norman Foster: il primo yacht ad essere venduto in multiproprietà. Qui, se la linea è mozzafiato, gli interni sono da sogno: dai pavimenti in legno alla moquette nelle camere da letto. Non serve essere dei lupi di mare per viaggiare: il proprietario si occupa solo di pagare, al resto pensa lo staff di bordo, sette persone, comandante compreso, che coccolano i passeggeri, per il momento solo stranieri, dalla partenza all'arrivo.