Lo scherzo di Lippi: «Un’Italia da carnevale»

Chiamiamoli pure testimonial dell’Italia multirazziale. Mario Balotelli, Stefano Okaka e Angelo Ogbonna vestiranno oggi la maglia azzurra nella nazionale Under 21 che a Rieti (ore 18, diretta Rai2) affronta l’Ungheria in una delicata tappa per conquistare la fase finale dell’Europeo di categoria (giugno 2011 in Danimarca) e, in prospettiva, anche per alimentare il sogno olimpico di Londra 2012.
Tre giocatori di colore titolari in una rappresentativa italiana: una svolta epocale per il nostro calcio. «Direi il simbolo dell’Italia che va avanti, un sintomo di civiltà e di integrazione, spero che in futuro ce ne siano altri», così Stefano Okaka, di genitori nigeriani ma nato venti anni fa a Castiglione del Lago in provincia di Perugia. L’attaccante, cresciuto nelle giovanili della Roma, dal 1° febbraio è in forza al Fulham. Sarà lui, alla seconda convocazione con la squadra di Casiraghi, a sostenere l’attacco azzurro tutto colored con l’interista Balotelli, nato a Palermo e figlio di immigrati ghanesi che lo abbandonarono in ospedale, prima dell’adozione di una famiglia di Concesio. «Non c’è da stupirsi: due italiani neri in Nazionale, anzi tre con Ogbonna, i tempi cambiano», dice ancora l’ex romanista che con SuperMario condivide la camera in ritiro, ma anche la passione per l’hip-hop e la playstation.
Inevitabile parlare di razzismo con Mario, Angelo e Stefano. «I cori incivili negli stadi? Un modo per intimidire», dice il calciatore nerazzurro che sogna la Nazionale maggiore. «Il termine più azzeccato credo sia ignoranza», sottolinea il difensore del Torino, anche lui nato in Italia da papà e mamma della Nigeria, che fu decisivo nell’ultima gara di qualificazione con il Lussemburgo. «In Inghilterra non esistono cori beceri, abbiamo ancora molto da imparare», dice invece l’attaccante della squadra londinese.
Al trio di colore, ma anche ad altri giovani di belle speranze, il ct Casiraghi si affida per tentare una qualificazione diventata in salita dopo il cammino nelle prime 5 partite: solo due successi con Lussemburgo e un pari con la Bosnia. Ora l’Under 21 ha davanti tre sfide che può solo vincere, per evitare l’onta dell’eliminazione dall’Europeo come accadde a Tardelli nel biennio 1996-98. La partita di oggi a Rieti con l’Ungheria è forse la più difficile, anche se i magiari non avranno l’attaccante del Liverpool Nemeth che «demolì» la nostra Under 20 al Mondiale.