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Leggenda Klaebo: sei ori su 6 gare nella stessa edizione

Il settimo sarà il matrimonio con Pernilla. E dopo i Giochi, c'è la tentazione ciclismo

Leggenda Klaebo: sei ori su 6 gare nella stessa edizione

Il sesto oro arriva quando le gambe bruciano e la storia chiama. Johannes Klaebo non si ferma: conquista anche la 50 chilometri a tecnica classica di Lago di Tesero e firma un'impresa mai vista ai Giochi invernali, sei titoli su sei nella stessa edizione. Un en plein che lo proietta nell'Olimpo dei giganti, alle spalle di un solo nome: Michael Phelps. Con l'ultimo trionfo, il fuoriclasse norvegese sale a undici ori olimpici complessivi. Nessuno, negli sport invernali, aveva osato tanto. Nessuno, inoltre, aveva mai fatto sei su sei. Il precedente più vicino restava quello di Eric Heiden, cinque ori nel pattinaggio di velocità a Lake Placid 1980. Klaebo lo ha superato, cancellato, archiviato. I medaglieri contano gli ori. E contandoli, il norvegese ha scavalcato anche la regina della ginnastica Larisa Latynina, per anni simbolo di longevità e dominio. Davanti, nella classifica di sempre, resta soltanto Phelps con 23 titoli. Un Everest che richiederebbe almeno un'altra coppia di Olimpiadi. Ma intanto il vichingo ha già riscritto il presente.

La top ten dei più grandi di sempre racconta un'epoca a colpi di vasche e finali mozzafiato: quattro nuotatori tra i primi dieci. Oltre a Phelps, a 9 ori ci sono Mark Spitz, Caeleb Dressel e Katie Ledecky. Proprio Ledecky potrebbe nel 2028 agganciare o insidiare Klaebo, puntando su 800, 1500 e staffetta. Dietro, a braccetto con nove ori, anche Carl Lewis, l'uomo che ha attraversato quattro Olimpiadi da padrone. E poi c'è la dimensione privata: la famiglia come squadra; il nonno mentore Kare Hoesflot, che lo portava agli allenamenti, sempre attento a chiedergli: «Ti è piaciuto, Johannes?», quando stava per decidere tra fare il fondista o il calciatore; la fidanzata Pernilla, a cui ha chiesto di sposarlo, definita il settimo oro di un anno perfetto. Attorno, il sistema norvegese che produce campioni in serie e un atleta che a 29 anni ha già collezionato numeri irreali: undici ori olimpici, quindici mondiali, centosette vittorie in Coppa del Mondo. Adesso qualcuno sussurra di ciclismo, di una possibile tentazione dopo i Giochi. «Forse mi unirò alla squadra Team Uno-X». Non sarebbe una novità, visto che alcuni campioni hanno cambiato disciplina: dal salto con gli sci Primoz Roglic o dal biathlon Florian Lipowitz. Suggestioni, forse.

Perché oggi la realtà è una sola: Klaebo ha trasformato Milano-Cortina nel suo regno personale. E mentre gli altri inseguono, lui continua a divorare medaglie. Cannibale tra i cannibali, secondo soltanto all'uomo dei 23 ori. Per ora.

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