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Milano-Cortina, Pellegrino trascina gli Azzurri sul podio: l’Italia è di bronzo nella staffetta di fondo

Decisivo il sorpasso di Pellegrino sul finlandese Anttola nella 4x7,5 km. Si tratta del primo podio da Torino 2006 e diciannovesima medaglia azzurra ai Giochi invernali

Milano-Cortina, Pellegrino trascina gli Azzurri sul podio: l’Italia è di bronzo nella staffetta di fondo
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Splendida medaglia di bronzo per l’Italia nella staffetta maschile di fondo 4x7.5 km a Milano-Cortina 2026. Un podio che mancava da vent’anni quando Valbusa-Di Centa-Piller Cottrer-Zorzi conquistarono l’oro a Torino 2006. Il grande protagonista è il portabandiera azzurro Federico Pellegrino, che batte in volata il finlandese Anttola recuperando venti secondi nell’ultimo tratto, coronando gli sforzi dei suoi tre compagni di squadra: Elia Barp, Martino Carollo e Davide Graz. Si tratta della medaglia numero 19 per l’Italia, la decima di bronzo, che insieme ai sei ori e ai tre argenti piazza il team azzurro al secondo posto nel medagliere, dietro solo alla Norvegia. Proprio la Norvegia vince l’oro, davanti alla Francia, grazie ad un immenso Johannes Klaebo. Con la staffetta ha conquistato il quarto oro su quattro specialità del fondo, raggiungendo così quota 9 titoli olimpici in carriera: è un record nello sci nordico. Ma potrebbe fare ancora di meglio, sei su sei: se vince le ultime due gare entra nel mito dei Giochi Invernali. Nessuno ha mai raccolto sei ori su sei e nessuno ha mai toccato quota 11 titoli olimpici complessivi. Gli altri cinque risalgono a Pyeongchang 2018 e a Pechino 2022.

La gara

L'Italia si presenta con Davide Graz ed Elia Barp a tecnica classica, Martino Carollo e Federico Pellegrino a tecnica libera. Mentre la Norvegia fa quasi sempre il ritmo, Graz è bravo a rimanere nel gruppo di testa. Restano in gioco: Norvegia, Italia, Francia, Finlandia, Cechia e Canada. Al primo cambio, l'Italia è terza e Barp prova a tenere il passo. Presto l'andatura si fa più intesa Barp accusa un po' di fatica ma stringe i denti e si riporta sotto, cambiando di nuovo terzo con Carollo. La gara entra nel vivo, la Norvegia mantiene un ritmo forsennato ritmo davanti, sale di livello la Francia che se ne va via lasciando lì l'Italia che ora la Finlandia. Pian piano, però, Carollo crolla e la gara si fa durissima. All'ultimo cambio, la Norvegia è davanti in scioltezza, la Francia segue a 12", la Finlandia è a 37" e l'Italia a 58". A Pellegrino serve un miracolo: il distacco è alto, il finlandese Anttola è lontano. Klaebo in testa fa una gara assolutamente in scioltezza e la Francia non riesce a ricucire il gap. Il portabandiera azzurro ingrana le marce alte e mette il finlandese nel mirino.

L'aggancio avviene alla fine del primo giro, con i due che viaggiano appaiati per un po', finché all'ultima salita arriva lo strappo del capitano azzurro, che lascia lì il finlandese. Klaebo taglia il traguardo senza patemi, rifilando alla Francia 22 secondi, mentre Pellegrino arriva da solo per la grande festa italiana a 47 secondi. La Finlandia, ormai crollata, è quarta a 57".

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