L’Italia dello sci di fondo riesce a fare la storia nelle Olimpiadi di casa. Per la prima volta gli atleti azzurri portano a casa una medaglia nella team sprint a tecnica libera, disciplina finora ostica per i fondisti tricolori. Elia Barp e Federico Pellegrino si battono come leoni nonostante fossero dati chiaramente dietro ai cannibali della Norvegia e al forte duo statunitense. Gli Azzurri sfiorano addirittura l’impresa nell’ultimo giro ma non riescono a tenere il contatto con Team Usa, accontentandosi del bronzo. In precedenza si era disputata la gara femminile, con la coppia composta da Iris De Martin Pinter e Caterina Ganz che ha fatto comunque bene, chiudendo con un onorevole ottavo posto.
Quinto oro per Klaebo, l’Italia c’è
A Tesero, in Val di Fiemme, oggi è di scena la team sprint a tecnica libera, gara molto spettacolare ma che ha riservato in passato pochissime soddisfazioni agli atleti azzurri. In una gara che premia sia la velocità pura che la tattica e la resistenza, l’Italia schiera sia Federico Pellegrino, talento assoluto nelle gare sprint, che Elia Barp, atleta giovane che ha nella progressione la sua arma migliore. Il compito degli Azzurri sarà quello di restare quanto più a lungo possibile in contatto con il gruppo delle squadre che si contenderanno i gradini del podio dietro alla favoritissima Norvegia, che schiera il cannibale Klaebo, già quattro volte medaglia d’oro a Milano-Cortina. Battersi con Francia, Stati Uniti, Svezia e Svizzera non sarà affatto semplice ma le qualifiche della mattina forniscono riscontri interessanti: Barp chiude terzo la sua frazione con la Norvegia incredibilmente dodicesima. Klaebo fa un tempo clamoroso ma Pellegrino non è da meno: se i nordici risalgono fino al secondo posto dietro agli Stati Uniti, l’Italia difende la terza posizione.
Prima che scendano in campo i ragazzi, c’è spazio per la gara femminile, dove la coppia azzurra ha come massimo obiettivo rimanere agganciata al treno delle medaglie per sperare in un errore delle avversarie. Ganz e De Martin Pinter hanno fatto registrare il nono tempo nelle qualifiche e provano una rimonta improbabile fin dal via. Al primo cambio le Azzurre sono settime, con Svezia, Norvegia e Usa a contendersi la medaglia d’oro. L’Italia risale fino alla quinta posizione ma Ganz va in crisi sulla salita e perde contatto col gruppo di testa: mentre la Svezia conquista l’oro, battendo Svizzera e Germania, le nostre chiudono ottave a circa 40 secondi di distacco.
La gara maschile parte alle 12.15 per un mezzogiorno di fuoco azzurro ma il ritmo non è molto elevato, cosa che consente alle squadre top di rimanere vicine alla Norvegia. Se Ganz arriva al primo cambio in testa, Pellegrino si sistema a centro gruppo, risparmiando le energie per il finale: al terzo cambio l’Italia è terza dietro a Norvegia e Svezia, con Pellegrino che si accoda a Klaebo in salita. Il momento della verità arriva al penultimo cambio, con Barp che perde un po’ di terreno in salita ma riesce a recuperare nella discesa, tornando in terza posizione.
L’ultima frazione vede Pellegrino provare a tenere la scia di Norvegia e Stati Uniti ma l’azzurro non ce la fa ad accodarsi a Schumacher e battersi per l’argento. Alla fine Pellegrino non aggancia il duo di testa e si accascia al traguardo, forse per un infortunio. Prestazione comunque storica quella degli Azzurri, mai a medaglia in questa disciplina