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Da Giotto a 3I/ATLAS, la cometa di 12 miliardi di anni che fa sembrare giovane anche quella di Halley

Da Giotto a 3I/ATLAS, la cometa di 12 miliardi di anni che fa sembrare giovane anche quella di Halley
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C’era una volta un signore, molto bravo a dipingere, molto più bravo degli altri del suo tempo, a suo modo un rivoluzionario del pennello, che nel 1301 vide nel cielo una cometa, e pochi anni dopo, a Padova, si ispirò a quell’avvistamento medievale per dipingere la stella cometa che annunciava l’arrivo dei Re Magi, nella Cappella degli Scrovegni, a Padova. Ah, il Trecento, quanti secoli fa! Quel signore ovviamente era Giotto, e quella cometa era la cometa di Halley, che torna a visitarci ogni settantasei anni, quindi diciamo che è difficile, nell’arco di una vita umana, vederla passare due volte. Eppure valutiamo tutto in termini umani. Molto tempo fa Giotto vide passare la cometa di Halley, la stessa che abbiamo visto passare noi nel 1986 e che tornerà nel sistema solare nel 2061.

Ma quanti anni ha la cometa di Halley? Circa 4,5 miliardi di anni, praticamente contemporanea alla formazione del sistema solare e dell’età della Terra, e di poco precedente alle prime forme di vita su questo pianeta. Già qui le scale temporali disorientano non poco l’essere umano, che al massimo riesce a ragionare in millenni, e già fatica.

Niente comunque in confronto alla cometa 3I/ATLAS, la quale ha un’età stimata intorno ai 12 miliardi di anni e sta lì a segnare una fase remotissima della storia della nostra galassia (che ha 13,6 miliardi di anni e duecento miliardi di stelle, e dentro cui il nostro sistema solare è così piccolo da essere invisibile). 3I/ATLAS fu scoperta il primo luglio dell’anno scorso dal sistema ATLAS in Cile: era il terzo oggetto interstellare mai osservato nel sistema solare (dopo 1I/’Oumuamua e 2I Borisov). Un lavoro del 2025 citato nelle analisi successive, attribuito a Higuchi e Kokubo, ha proposto una “thick-disk origin” e una stima d’età dell’ordine di circa 9,6 miliardi di anni, basandosi soprattutto sulla cinematica dell’oggetto.

Quella stima adesso è stata spinta ancora più indietro: un preprint (ancora under review ma molto serio), intitolato Isotopic Evidence for a Cold and Distant Origin of 3I/ATLAS, firmato da M. Cordiner e colleghi, ha esaminato nuovamente i dati concludendo che potrebbe avere fino a 10-12 miliardi di anni. Il nuovo studio non si basa solo sulla traiettoria, ma anche su indizi isotopici e chimici, con l’ipotesi di una possibile origine in una regione molto fredda e antica della galassia, forse nel disco spesso. E quindi? E quindi niente, si torna qui, ai nostri calendari, ai nostri affreschi, mentre passa qualcosa che ha quasi l’età della galassia, che si è formata prima del Sole, e che probabilmente continuerà a esistere quando il Sole stesso non ci sarà più.

Comunque tranquilli, tra cinque miliardi di anni il Sole diventerà una gigante rossa e avrà inglobato Mercurio, Venere e quel che resta della Terra perché,m già tra un miliardo di anni, la sua luminosità avrà iniziato già a prosciugare gli oceani, di vivo potranno esserci, forse, solo dei batteri estremofili. Ci riguarda poco in ogni caso, e per quel poco probabilmente come specie saremo riusciti già a distruggerci da soli. In questo siamo sulla buona strada.

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