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Tempesta solare colpisce la Terra: è la più forte degli ultimi 23 anni

Iniziata nella giornata di lunedì 19 gennaio, la tempesta geomagnetica in corso è la più potente dal 2003: ecco cosa sta succedendo e fin dove è stato possibile avvistare le magnifiche aurore boreali

Tempesta solare colpisce la Terra: è la più forte degli ultimi 23 anni
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Una tempesta solare (o geomagnetica) così forte non si registrava dall'ottobre 2003 quando, all'epoca, si parlò di "tempesta di Halloween": si tratta del livello 4 su una scala che va fino a 5 iniziata nella giornata di lunedì 19 gennaio e che proseguirà per tutte le 24 ore di martedì 20 gennaio prima di perdere gradualmente di intensità.

Cosa è successo

Oltre a problematiche già registrate alle reti elettriche e ai sistemi satellitari ha dato vita a spettacolari aurore boreali visibili anche dal nostro Paese, dunque a latitudini molto insolite. Fenomeni così forti sono abbastanza rari e sono logicamente legati all'attività del Sole. Quella attuale, spiegano gli esperti, "è stata innescata da una forte eruzione solare verificatasi domenica. Le particelle solari espulse perturbano il campo magnetico terrestre, provocando talvolta aurore ma anche interferenze nelle comunicazioni ad alta frequenza, problemi ai satelliti e sbalzi di tensione nella rete elettrica. Le aurore provocate dal fenomeno potrebbero essere visibili anche in luoghi in cui normalmente non compaiono come gli Stati Uniti", ha spiegato il centro di previsione meteorologica spaziale Usa.

I dettagli della tempesta

La forza di queta tempesta geomagnetica, cominciata alle ore 20.38 italiane del 19 gennaio che sembrava in fase di declino, si è poi intensificata ulteriormente raggiungendo il livello G4. "La tempesta è stata scatenata dall'arrivo di una veloce espulsione di massa coronale - ha spiegato all'Ansa Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all'Università di Trieste - associata al brillamento di classe X1.9 (quella caratterizzata dalla potenza più elevata) che si è verificato il 18 gennaio".

Per dare un'idea della forza di questo evento, l'espulsione di massa coronale è avvenuta a una velocità compresa tra mille e 1.400 chilometri al secondo, in pratica tre volte la velocità media giungendo sulla Terra dopo poco più di 24 ore. L'effetto più bello, come accennato, è dato dalle aurore boreali visibili nell'emisfero Nord la scorsa notte ma che sarà possibile ammirare anche nella prossima. "Si tratta di un'intensità piuttosto rara per questo tipo di eventi - conclude Messerotti - secondo la Noaa non se ne vedeva una altrettanto forte dall'ottobre 2003".

Sottolineiamo che queste tempeste di radiazioni non sono pericolose per l'essere umano grazie alla protezione data dal campo magnetico e dall'atmosfera ma possono essere un problema per gli astronauti, in particolare in caso di attività al di fuori della Stazione Spaziale Internazionale, per satelliti e veicoli spaziali e per i

voli che raggiungono altitudini molto elevate, come quelli che passano al di sopra dei Poli. Alle latitudini artiche, inoltre, possono diventare impossibili le comunicazioni radio ad alta frequenza, anche per diversi giorni.

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