Scudo fiscale, sì del Senato. Il Colle: "Valuterò" Anm: no amnistie. Alfano: parlamento sovrano

Via libera all’emedamento che estende la copertura dello scudo anche per i capitali di chi è accusato di falso in bilancio. Il Pd lascia l'aula: "Porcata". Il Pdl: "Basta ipocrisie, nostra politica realista". Napolitano: "Quando mi sarà trasmesso il testo valuterò". L'Anm: "Serve certezza della pena, no ad amnistie"

Scudo fiscale, sì del Senato. Il Colle: "Valuterò" 
Anm: no amnistie. Alfano: parlamento sovrano

Roma - Via libera del Senato al dl correttivo della legge anticrisi, che prevede anche la modifica e l’estensione della terza versione dello scudo fiscale con la protezione di una serie di reati tributari e delle violazioni contabili, tra cui il falso in bilancio. Al voto non ha partecipato il pd che ha duramente criticato l’estensione dello scudo fiscale-ter a una serie di reati. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera che dovrà convertirlo entro il 3 ottobre. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non si sbilancia: "Quando mi sarà trasmesso il testo da promulgare, approvato dal Parlamento, valuterò le eventuali novità". Ma l'Anm avverte: "Il diritto penale richiede certezza ed effettività della pena, e non può tollerare un così frequente ricorso ad amnistie o sanatorie, in particolare nel settore delicatissimo dei reati economici e fiscali". "Chi vuole che sia riconosciuta la sua autonomia - replica il Guardasigilli Angelino Alfano - deve accettare che è il parlamento sovrano che fa le leggi".

Il via libera del Senato Via libera di Palazzo Madama all’emendamento di modifica dello scudo fiscale-ter del senatore Salvo Fleres (Pdl), fatto proprio dalle commissioni riunite Bilancio e finanze essendo stato approvato ieri dalle stesse, al decreto legge correttivo della legge anticrisi. Il testo estende lo scudo fiscale ai reati tributari e alle violazioni contabili, come il falso in bilancio. Per aderire allo scudo fiscale ci sarà meno tempo, fino al 15 dicembre (dal 15 aprile inizialmente previsto) per poter portare a bilancio di quest’anno gli introiti. Lo scudo fiscale non darà nessuna copertura per i procedimenti penali in corso al 5 agosto 2009, mentre sarà copertura solo per i procedimenti amministrativi, civili e di natura tributaria successivi alla data di entrata in vigore della legge anticrisi, ovvero dal 5 agosto 2009. Viene inoltre stabilita la cancellazione dell’obbligo di segnalazione da parte dei professionisti ai fini delle norme antiriciclaggio. Infine, viene estesa la copertura garantita dallo scudo fiscale per le società collegate o controllate estere.

Bagarre in aula "Se i ministri Tremonti e Alfano non verranno in aula questo provvedimento ve lo voterete da soli perchè noi non parteciperemo". Così Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, è intervenuta alle dichiarazioni di voto sull’emendamento Fleres. Poco dopo, come annunciato, i democratici hanno abbandonato i lavori. Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, ha criticato la decisione del partito democratico di uscire dall’aula: "Ora che il peggio è alle spalle e che l’Italia sta per agganciare la ripresa, emerge sempre più chiaramente che il Pd ha sbagliato a puntare sul catastrofismo, sul tanto peggio tanto meglio". "Sia gli imprenditori che i lavoratori non hanno alcuna fiducia in chi non propone nulla e punta sulla negatività, mentre cresce il consenso nei confronti del Governo e della maggioranza - ha assicurato Capezzone - anziché uscire dall’aula, i parlamentari del Pd avrebbero fatto e farebbero bene a riflettere su questo dato di fatto".

Il Pd va all'attacco "Era più onesto il cartello di Medellin. Si è presentato con i suoi capi, con nome e cognome, al governo colombiano per offrirgli di far rientrare i capitali all’estero e aiutare così il bilancio pubblico. Da noi, no: in violazione di tutte le norme, si fanno rientrare capitali sulla cui costituzione nessuno indagherà mai e a si garantisce l’anonimato, in spregio a qualsiasi norma di civiltà giuridica". Anche dopo il voto la Finocchiaro ha rinnovato la denuncia sul provvedimento del governo. Un provvedimento che la senatrice del Pd ha definito "una vera porcata".

Il Pdl: "Nostra politica realista" La nuova versione dello scudo fiscale, oltre alle altre norme contenute nel decreto legge correttivo, sono il "segno" di una politica "intelligente" e improntata al "realismo e all’oggettività". E' arrivata a stretto giro la replica di Salvo Fleres il senatore del Pdl e firmatario dell’emendamento sullo scudo fiscale, alle polemiche mosse dall'opposizione. Il senatore, che è intervenuto a nome del gruppo in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto, ha difeso strenuamente la norma invitando il centrosinistra a dire no "all’ipocrisia, che è l’agonia dei valori".

L'Anm: "No alle amnistie"  L’emendamento approvato dal Senato che ha determinato "l’ampliamento della sanatoria derivante dal cosiddetto scudo fiscale esclude la punibilità" fa presente l’Anm. "Per tutti i reati fiscali e societari commessi al fine di evadere il fisco e trasferire il denaro all’estero. Anche i delitti di frode fiscale, emissione e utilizzazione di false fatture, falso in bilancio e persino le cosiddette frodi carosello, che tanto allarme suscitano in ambito europeo, potranno dunque essere sanati con il pagamento di una somma pari al 5% dell’imposta evasa. Si tratta di reati oggettivamente gravi - sottolinea il sindacato delle toghe - puniti con una pena massima di sei anni di reclusione, per i quali lo Stato rinuncia alla punizione, in tutti i casi e indipendentemente dall’importo non dichiarato. Il diritto penale richiede certezza ed effettività della pena, e non può tollerare un così frequente ricorso ad amnistie o sanatorie, in particolare nel settore delicatissimo dei reati economici e fiscali, nel quale già si sconta una situazione di illegalità diffusa e di difficoltà di accertamento. Garantendo l’impunità a chi ha realizzato profitti violando la legge, è serio il rischio - avverte l’Anm - di minare la fiducia di chi ha agito nel rispetto delle regole".

Napoli: non cancella i reati "Qualcuno dall’opposizione vorrebbe far passare l’idea che c’è uno scudo fiscale buono e uno cattivo. Come dire della virtù di una fanciulla che può essere molto o poco incinta. Tanta ipocrisia impedisce di cogliere la sostanza vera del problema. Lo scudo fiscale non cancella nessuno dei reati penali a carico dei soggetti che scelgono di 'scudare' i loro capitali che rientrano in Italia". Lo afferma Osvaldo Napoli del Pdl. "Molti paesi hanno adottato questo strumento e Barack Obama ha deciso appena ieri di prorogare i termini fino a dicembre. Le opposizioni lamentano l’aliquota fiscale irrisoria. È appena il caso di ricordare che l’aliquota è inversamente proporzionale all’altezza della montagna del debito pubblico che si intende scalare. Ma è anche inversamente proporzionale all’ampiezza della platea che si vuole far emergere dalla zona grigia dell’illegalità". "Tanto stupore e tanta indignazione puzzano lontano un miglio. Lo scudo fiscale non protegge, ma fa emergere capitali nascosti. La sinistra arriccia il naso, ma perchè non indica un’alternativa allo scudo?".

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