Scudo fiscale Sui reati penali slitta tutto a martedì

Pd e Idv puntano i piedi, nelle commissioni Finanze e Bilancio del Senato, sull’emendamento presentato da Salvo Fleres (Pdl) e concordato con il governo che consente a chi ha un procedimento penale in corso di aderire allo scudo fiscale.
L’opposizione chiede tempo e la seduta di ieri sera (che doveva concludersi con il via libera al provvedimento) è terminata invece con uno slittamento a martedì prossimo. L’operazione è partita martedì ed è possibile che il governo voglia «in corsa» aggiustare il tiro servendosi del decreto legge correttivo del dl anticrisi varato prima dell’estate e che attualmente all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Allo studio ci sarebbero diverse ipotesi per dare maggiore sprint all’operazione.
In particolare il decreto legge correttivo doveva recepire un emendamento presentato dal senatore Fleres che prevede da un lato tempi più brevi per il rimpatrio o la regolarizzazione, anticipando di 3 mesi, al 15 dicembre del 2009, la chiusura della finestra che attualmente è prevista per il 15 aprile del prossimo anno.
L’emendamento inoltre fa rientrare nello «scudo» anche i procedimenti penali in corso. Una conferma giunge dal relatore al dl correttivo del decreto anticrisi, Antonio Gentile del Pdl, secondo cui «è allo studio di tecnici ministeriali e istituzioni internazionali la possibilità di allargare le maglie dello scudo fiscale, a partire dalla non punibilità».
Ma i tempi per il via libera si preannunciano stretti dal momento che i senatori devono votare solo sei emendamenti.
Il decreto correttivo, che è stato varato dal governo, è entrato in vigore il 5 agosto scorso, e dovrà essere convertito in legge entro l’inizio di ottobre, pena la decadenza.

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