SE LA TV DIVENTA UN CONFESSIONALE

Girando qua e là tra le interviste che Antonello Piroso ha condotto nel corso di Niente di personale (giovedì su La 7, ore 20,30) si scoprono alcune cose curiose. Ad esempio, si ha la conferma che la partecipazione a un programma televisivo diventa una possibile scorciatoia per evitare di trattare, in famiglia, argomenti delicati. La pornostar Federica Zarri, ad esempio, ha parlato per un quarto d'ora abbondante della propria attività davanti ad Antonello Piroso. Dopodiché ha candidamente confessato di non avere mai detto a sua madre che lavoro fa. Al conduttore che le faceva notare la probabilità di poter essere vista dalla mamma nel corso di quella ospitata, la Zarri ha risposto con un'alzata di spalle e una chiosa sconcertante: «Comunque la saluto, ciao mamma». Questa abitudine ad andare in televisione e raccontare di sé cose sconosciute anche ai parenti più stretti sta facendo proseliti, ed è una nuova frontiera psicologica sulla quale prima o dopo gli esperti ci dovranno ragguagliare. Già si era notato che ci sono famiglie in crisi che riescono a dirsi, quando sono in televisione, cose che non erano mai riuscite a confessarsi nella normale vita quotidiana, per timidezza o paura. In trasmissioni come C'è posta per te o Amici, ad esempio, tali comportamenti sono assai comuni. Così come ci sono fidanzati e coppie che sembrano trovare la forza di vincere pudori e ritrosie solo davanti alle telecamere, fino al punto di cercare rappacificazioni (come in programmi tipo Stranamore) altrimenti non ipotizzabili nel tran tran della vita di tutti i giorni. Ora a questa casistica che attiene al potere emozionalmente liberatorio della televisione (che inizialmente intimidiva gli italiani - come si poteva ben notare nelle candid camera di Nanni Loy - ma col passare del tempo ne ha accelerato l'allentamento dei freni inibitori) si aggiungono i casi sempre più frequenti di quanti vanno in tivù a parlare in modo disinibito di sé, sembrano liberi da tabù o preoccupazioni di «immagine», ostentano una orgogliosa indifferenza per il giudizio altrui, salvo scoprire che a casa avevano nel frattempo lasciato una madre o un padre o un fratello assolutamente all'oscuro di tutto. Farglielo sapere attraverso il video viene considerato, evidentemente, il male minore, almeno per chi si libera in questo modo di un peso. Chi invece viene a conoscere certe «notizie» dalla televisione anziché dal parente stretto è assai probabile che dia sempre più lavoro agli psicanalisti, una delle categorie maggiormente avvantaggiate dall'invenzione della tivù. In ogni caso, a chi va in video a raccontarsi senza pudori andrebbe fatta firmare, insieme alla solita liberatoria, anche la risposta alla domanda: hai detto niente alla mamma?

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