Sea in Borsa vuole fare un regalo ai lombardi

Ieri il consiglio di amministrazione ha votato l’ingresso a Piazza
Affari della società che gestisce gli scali di Linate e Malpensa. Si
pensa a una emissione di azioni a condizioni di favore per i residenti
nella regione. Dividendo straordinario per il Comune

Da un paio di giorni sul tetto dell’aeroporto di Linate c’è una novità: una grande scritta «Milano.Linate» in caratteri bianchi maiuscoli e minuscoli, dove il punto è rosso riprendendo il nuovo logo della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano e che si sta rifacendo il look in vista dell’ingresso in Borsa. L’insegna - larga 31 metri, alta 4 e del peso di una tonnellata e mezzo - dà il meglio di sè la sera, quand’è illuminata. Una scritta analoga verrà installata a Malpensa (Milano.Malpensa). Rosso è il fondo del nuovo logo della società, sul quale spicca la scritta in bianco. Il rosso dominerà l’identità coordinata del gruppo, sostituendo l’azzurro, anche se per le divise del personale si tratterà di avere un po’ di pazienza. Ieri - il giorno dell’assemblea degli azionisti - è stato avviato il nuovo portale della società (www.seamilano.eu). Il sito, completamente rifatto, «è orientato a passeggeri e clienti per informare su tutte le attività aeroportuali» ha annunciato il presidente, Giuseppe Bonomi.
L’assemblea di ieri ha una particolare importanza perchè ha deliberato l’ingresso in Borsa della società, previsto per l’autunno. Quotazione in due mosse: prima i vecchi soci (il Comune possiede l’87%) riceveranno un dividendo straordinario frutto della distribuzione di riserve; si tratterà in tutto di 147,3 milioni, in cambio della rinuncia al diritto di opzione e della conseguente diluizione della quota. Poi, saranno emesse in aumento di capitale un massimo di 164.500 azioni, per un valore che sarà stabilito a ridosso della quotazione, il cui collocamento sarà finalizzato, appunto, all’ingresso in Piazza Affari. L’incasso derivante dal collocamento sarà verosimilmente superiore a quanto distribuito ai vecchi soci. La società sta mettendo a punto un elenco di categorie da favorire in fase di collocamento: i dipendenti, i 588 piccoli azionisti oggi presenti nel capitale Sea, forse tutti i residenti in Lombardia. I fondi raccolti andranno a finanziare i progetti già contenuti nel piano industriale; gli investimenti sono strettamente legati anche ai futuri incrementi delle tariffe («oggi inferiori del 35% alla media europea»), il cui iter estenuante sta facendo lenti passi avanti: oggi il contratto di programma in deroga della Sea (necessario per ottenere gli aumenti) dovrebbe ricevere un primo sì dell’Enac.
Bonomi ha riferito anche sull’andamento del traffico dei primi quattro mesi, che hanno patito le tensioni nell’Africa Mediterranea e la catastrofe giapponese (ma lo scorso anno danni analoghi al trasporto aereo li aveva fatti il vulcano Eyjafjallajkull, che alla Sea è costato 6 milioni di mancati ricavi). Tra gennaio e aprile 2011, dunque, la crescita del sistema aeroportuale milanese è stata del 10,1% in termini di passeggeri, del 12,7% per le merci. I passeggeri a Malpensa sono cresciuti del 9,1%, a Linate del 12,5%, grazie all’aumento di attività di vettori diversi da Alitalia. Per il 2011 Bonomi si aspetta, in linea con le previsioni della Iata, una buona crescita ma inferiore a quella dello scorso anno (quando fu del 5,3% per i passeggeri, a quota 27 milioni, con Malpensa tra i migliori scali d’Europa, con un più 7,9%). Non lo preoccupano le notizie di un alleggerimento dell’attività di Lufthansa Italia, perchè oggi - a differenza del passato - Malpensa non ha vettori di riferimento che mettano a rischio la sua attività; anzi, si consola con il proposito dell’alleanza Star Alliance di valorizzarlo come scalo di connessione.
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