Sembra d’essere tornati al giorno del predellino

Ieri a Milano, nella prima festa nazionale per la libertà, abbiamo ritrovato un vigoroso Berlusconi che non le ha mandate a dire ed i vari «Gianfranchi & 50 amiconi» se han saputo o voluto intendere, sono stati accontentati. Ha spaziato a tutto campo, il nostro Presidente, togliendosi vari sassolini dalle scarpe nonché i macigni che gli amici, i soliti amici, gli avevano incollato sullo stomaco. Bravo Silvio, continui così e mandi al diavolo tutti i falsi collaboratori che le ronzano attorno. Ma torniamo a noi. Ebbene, abbiamo rivisto finalmente il Berlusconi agguerrito, temprato, sorridente, felice. Sembrava di essere ritornati al giorno del predellino quando i soliti politici di carriera si sentirono fulminare dalle poche parole pronunciate da Berlusconi che, sciogliendo Forza Italia disse: «Chi ci sta, ci sta e che non vuol seguirci si arrangi. Non voglio convincere nessuno. Se aderiscono bene altrimenti andremo avanti con la forza della gente». Erano terrorizzati, i tapini, dal timore di doversi trovare una vero lavoro al di fuori dei soliti giri clientelari. Alcuni continuano a giocare sporco. Chissà se riusciranno mai ad avere una coscienza. Eppure, per noi, sono stati giorni felici. Ci era stata offerta una opportunità meravigliosa: creare dal basso il Popolo della Libertà. La ringrazio dottor Lussana. A Lei ed alla tutta invio i miei più cari saluti. Siete in gamba.

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