Il senatore fa lezione ai consiglieri del Pdl

«La manovra economica del governo Berlusconi». Dalla bolla immobiliare negli Usa al crollo dell'affidabilità del sistema bancario alla recessione del 2009 all'esplosione della crisi dei debiti sovrani. Eppoi i grafici dei deficit e delle spese. Più che un rapporto da 31 pagine sembra una dispensa dell'università di Economia. Ieri pomeriggio i consiglieri del gruppo Pdl sono andati a «lezione» di strategia finanziaria dal senatore Luigi Grillo, presidente dell'ottava commissione Lavori pubblici e Comunicazioni, che spende anche parole positive per la candidatura di Enrico Musso a sindaco. Il rappresentante della maggioranza di governo ha illustrato i come e i perché della correzione tentando di convincere che è il momento di tirare la cinghia senza lamentarsi troppo e «sperando che basti» quanto ha disposto il ministro Tremonti, senza dimenticare che le manovre della maggior parte degli altri Paesi europei sono state molto più penalizzanti. Il senatore ha poi illustrato le ricadute della manovra sulla Liguria.
Il taglio sulla nostra regione inciderà per 100-110 milioni di euro all'anno. Nella «dispensa» universitaria Grillo ribadisce come la spesa discrezionale su cui possono agire gli amministratori è di circa 2 miliardi di euro e si chiede se è possibile che chi governa la Liguria non sia in grado di individuare sprechi per un centinaio di milioni. In sostanza per il 5 per cento di quello che possono spendere a loro piacimento. Per Grillo la Liguria, così come l'Italia e l'Europa, ce la può fare. Sul fronte dei tagli alla spesa corrente il senatore ha ribadito che il denaro necessario doveva essere reperito «ieri» e ha precisato che chi parla di tagli agli enti locali o di soppressione delle province lo fa senza rendersi conto degli attuali obiettivi della finanziaria.

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