Serialità

Call my agent, il remake italiano da non perdere

Call my agent - Italia è la versione italiana dell'omonima serie francese: una serie divertente e dalla forte identità, che vede la presenza di alcuni volti cardine del cinema italiano

Call my agent, il remake italiano da non perdere

Quando viene annunciato un remake, la prima reazione da parte del pubblico è spesso quella di alzare gli occhi al cielo e lamentare una generale mancanza di idee che porta studios e produttori a proporre sempre cose che, sulla carta, rimandano l'odore stantìo di qualcosa di vecchio. Spesso questi giudizi arrivano prima ancora che il prodotto "incriminato" abbia visto la luce: ed è un po' quello che è successo anche con Call my agent - Italia, remake dell'omonima serie disponibile su Netflix (Dix pour cent in lingua originale) che arriverà il prossimo 20 gennaio su Sky Serie e sarà disponibile in streaming su Now TV.

Diretta da Luca Ribuoli e scritta da Lisa Nur Sultan e da Federico Baccomo (per gli episodi quattro e cinque), Call my agent - Italia è una storia che racconta il dietro le quinte del mondo del cinema, concentrandosi su un'agenzia di rappresentanza che segue i maggiori esponenti del cinema italiano, da Pierfrancesco Favino a Paolo Sorrentino. I veri protagonisti della storia, però, non sono le star che calcano i tappeti rossi, ma gli agenti che ogni giorno combattono per ottenere buoni contratti per i loro assistiti, per poter guadagnare anche il famoso dieci per cento sull'ingaggio.

I protagonisti sono Gabriele (Maurizio Lastrico), Lea (Sara Drago), Elvira (Marzia Ubaldi) e Vittorio (Michele di Mauro), quattro agenti che hanno un modo diverso di rapportarsi ai clienti e ai produttori e che sono anche un po' in guerra tra di loro, specie quando ci sono contratti da portare a casa a ogni costo. L'equilibrio dell'agenzia subisce poi uno scossone quando Lea assume come propria assistente Camilla (Paola Buratto), che ha un legame misterioso con Vittorio e che si aggiunge agli altri assistenti, Pierpaolo (Francesco Russo) e Monica (Sara Lazzaro). L'agenzia, inoltre, sta per andare davanti a uno dei periodi più stressanti della sua storia e tutti coloro che lavorano nell'agenzia, inclusa la receptionist Sofia (Kaze), dovranno trovare un modo per fronteggiare lo tsunami che si comincia a intravedere all'orizzonte.

Call my agent - Italia: ecco perché funziona

Il successo della versione originale di Call my agent da una parte poteva rappresentare una sorta di garanzia per il remake italiano, ma d'altra parte poteva rappresentare un rischio, una trappola che avrebbe potuto far inciampare il progetto. C'era il pericolo di provare a riproporre pedissequamente la struttura e gli episodi della serie originale, senza diversificarlo, senza inserirlo nel contesto italiano. Invece la nuova serie in arrivo su Sky dimostra subito l'intelligenza di puntare sull'identità italiana: non solo per la scelta delle guest star, che sono davvero il fiore all'occhiello del prodotto, ma anche attraverso la costruzione del contesto. Naturalmente alcuni dettagli della trama sono gli stessi della versione francese dello show, come ci si aspettava: ma quello che fa la differenza è il modo di trattare questi snodi di trama, giocando ora sui luoghi comuni (come, ad esempio, le molte visite al bar sotto l'ufficio), sia con situazioni del tutto italiane: la consegna dei David, le interviste del giornalista Livio Beshir, l'importanza di Alberto Angela e così via. Inoltre la serie è abbastanza furba - nell'accezione più positiva del termine - nel non negare la propria provenienza, ma rendendola non solo palese, ma anche diegetica. Ecco allora che vengono fatti dei rimandi ai personaggi della serie francese, creando una sorta di universo condiviso che fa sognare lo spettatore riguardo a un possibile crossover.

Call my agent - Italia è sì una serie che nasce come remake, ma è anche un prodotto con una forte personalità e con una sua identità, che passa anche attraverso gli scorci di una Roma che torna ad essere patria del cinema. Forse, allora, non è un caso che la serie esca proprio nella Giornata Mondiale del Cinema Italiano, proprio perché è l'amore e la passione per il cinema a essere il motore trainante di questa serie che si basa anche sull'individualità dei personaggi, tutti perfettamente tratteggiati dagli interpreti. Guardando Call my agent si ha la sensazione di essere davanti a un prodotto divertente che può ambire a un respiro internazionale pur essendo profondamente radicato nella cultura cinematografica del nostro paese. Un plauso, inoltre, a tutte le guest star che non solo hanno messo al servizio dello show il proprio tempo e il proprio talento, ma che hanno dimostrato di saper ridere delle etichette che spesso la critica mette addosso ad attori e registi, spesso costruendo concezioni astratte su qualcosa di estremamente terreno.

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