Serialità

La vera storia della ragazza rapita due volte da un mormone rivive in "A friend of the family"

Un po' drama familiare e un po' true crime. Su Sky c'è la serie che ricorda un fatto di cronaca che ha scosso l'opnione pubblica americana nel corso degli anni '70. Ogni settimana un nuovo episodio

La vera storia della ragazza rapita due volte da un mormone rivive in "A friend of the family"
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Una serie dai contorni oscuri dove la ragione si confonde con la follia. Così si potrebbe descrivere A friend of the family, nuova miniserie tv che dal 25 novembre è disponibile in Italia (con un episodio a settimana) sulle frequenze di Sky e in streaming su NowTv. Premiatissima in America sul canale on-demand di Peacock, la serie sta facendo discutere anche nel nostro Paese, diventando una tra le più chiacchierate all’interno della comunità dei "serial addicted". Un po' dramma familiare e un po' romanzo storico, A friend of the family prima di tutto mette in scena una storia realmente accaduta – durante gli anni ’70 – in una comunità di mormoni in un piccolo centro dell’Idaho, e racconta la storia (alquanto bizzarra) di una ragazzina che è stata rapita per ben due volte dalla stessa persona. Il friend of the family del titolo è un giovane uomo, affabile e molto attraente, che si faceva chiamare Fratello B. e, con i suoi modi di fare, è riuscito a insinuarsi dentro una famiglia facendo leva sulle loro insicurezze.

Nove gli episodi per raccontare una storia vera per l’appunto che, a inizio degli anni ’70, ha scosso la comunità di Pocatella dove la giovane Jan Broger ha vissuto con i genitori e le due sorelle. Oggi la ragazzina è una donna, e ha trovato successo come attrice diventando una stella di Broadway, apprendo anche in tv in piccoli ruoli in Everwood e Toccata da un angelo, ad esempio. E si è fatta lei stessa promotrice di A friend of the family anche solo per mettere in guardia chi cede al fascino e alla gentilezza di uomini simili a Fratello B. La serie, seppur romanza ampliamente il fatto di cronaca, resta comunque un true crime da non perdere.

La storia della ragazza rapita due volte

Sono le parole di Jan Broberg che aprono il primo episodio della serie tv. Con una calma serafica, l’attrice ed ex bambina prodigio, racconta al pubblico ciò che è successo alla sua famiglia nel 1974. Ci troviamo in un piccolo paesino dell’entroterra americano, in un luogo in cui le case sono ben curate, c’è armonia tra i residenti e in un luogo in cui la vita scorre placida e serena. La vicenda si apre nel momento in cui i coniugi Broberg conoscono i loro nuovi vicino di casa. Gail e Robert "Fratello B." subito trovano una sintonia con Bob (Colin Hanks) e Mary Ann (Anna Paquin, ex diva di True Blood). L’uomo entra a gamba tesa nella routine quotidiana, suscitando la curiosità di Bob e, al tempo stesso, l’attrazione di Mary Ann. Fratello B., però, ha occhi sono per Jan di appena 12 anni. E, un bel giorno, con una scusa, riesce a fuggire insieme alla ragazza facendo credere che entrambi sono stati rapiti dagli alieni e che l’unico modo per salvare la specie umana è mettere al mondo un figlio. Nonostante gli appelli, Jan scompare per settimane e nemmeno la polizia riesce a trovare il modo di sbrogliare il nodo alla matassa. Tornata a casa, Jan finisce – di nuovo – tra le grinfie di Fratello B.

Mai fidarsi dei vicini

Un’ambientazione patinata, una regia dolce come una carezza, e personaggi ben caratterizzati per una vicenda da brivido. A friend of the family calca un po' la mano su certe situazioni a discapito di altre, ma rende alla perfezione la storia di una famiglia mormone e dai sani principi che resta – letteralmente – avviluppata alla vita dei Berchtold senza sapere, poi, come prenderne le distanze. Un errore che, di fatto, poteva essere compiuto da chiunque ma Fratello B. è stato molto bravo nel riuscire a imporsi come uomo fidato e dal buon cuore e, quando poi la situazione è sfuggita di mano, nessuno è riuscito a districarsi nella vita di un uomo esemplare a cui non si poteva mai dire di no. Tutto merito di Jake Lacy (visto di recente nella prima stagione di The White Lotus) che ha regalato al suo personaggio un fascino malefico e per nulla salvifico che, di conseguenza, è stato la sua croce e la sua delizia.

La serie che "fa cadere" il significato stesso di famiglia

A friend of the family, però, oltre a mettere in scena un racconto teso sulla bellezza del male, e stigmatizzando il volto di un "cattivo" romantico, è anche e soprattutto una chiara e ben mirata satira sulla famiglia contemporanea. In particolar modo apre una finestra su una famiglia di mormoni, devoti all’amore, al porgere l’atra guancia e promotori di un’esistenza in comunione con tutti. Senza pensare che dietro un bel prato, una casa in ordine e soleggiata e dietro un sorriso di convenienza si nasconde un mondo oscuro, fatto di ansie, paure e di fobie. Con garbo, la serie decostruisce la famiglia modello, facendo emergere un ritratto tetro e per nulla convenzionale.

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Perché vedere A friend of the family?

Valutare una serie tv da un solo primo episodio potrebbe essere un azzardo ma, in realtà, basta e avanza per avere una visione complessiva della fiction. La serie merita di essere vista, non solo per capire e conoscere gli angoli più profondi della mente umana ma, soprattutto, per immergersi nell’atmosfera degli anni ’70 e toccare con mano i prismi della religione mormonica che si piegano su loro stessi di fronte alla follia. È da vedere perché resta un ottimo esempio di drama familiare mascherato da true crime.

Prima c’era l’omonima biografia

Dicevamo, la serie è ispirata a una storia vera che, tra gli anni ’70 e ’80, ha scosso nel profondo l’opinione pubblica americana. Prima di approdare in tv, c’era un libro e un documentario ispirato alla tragedia di Pocatella. Stoles Innocence: The Jan Broberg Story è la biografia che ricostruisce quanto accaduto alla giovane donna ed è stato scritto dalla madre della vittima. A sua volta, il libro ha ispirato Rapito dal sole, un documentario che oggi è disponibile su Netflix. Alla luce di un buon gradimento da parte del pubblico, e nata l’idea di portare in tv le vicende sotto forma di una serie.

La verità dietro la fiction: cosa è accaduto (per davvero) a Jan Broberg

La storia raccontata della serie tv ha dell’incredibile e, più o meno, rispecchia fedelmente quanto è accaduto a Pocatella. Mai si era visto un fatto di cronaca di questa portata in cui una ragazza veniva rapita due volte dallo stesso uomo. I fatti riportano una storia agghiacciante, nella sua surrealtà. Jan conosce il suo aguzzino all’età di 12 anni e, coinvolta dal suo fascino, dal suo perbenismo e dai valori del mormonismo, si affida totalmente a Fratello B. Complice è anche la stessa famiglia di Jan la quale, per un’assurda ragione, non ha notato gli atteggiamenti morbosi che l’uomo ha rivolto alla loro figlia più grade. Quando Jan è stata rapita, è scomparsa per settimane e la polizia, nonostante le denunce, non ha trovato nessun indizio. La ragazzina torna a casa di sua spontanea volontà ma l’incubo non è finito. Jan è plagiata dall’uomo, convinta di essere stata rapita dagli alieni e, nel 1974, viene rapita una seconda volta. Fratello B. finisce in una clinica psichiatrica e con un’ordinanza restrittiva. L’epilogo arriva nel 2005 quando l’uomo si suicida. Jan, anche se scossa, torna alla normalità dopo un percorso riabilitativo.

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