Serialità

Tulsa King, a Natale Sylvester Stallone arriva su Paramount+

Tulsa King è la serie che debutta il giorno di Natale e che vede Sylvester Stallone indossare i panni di un gangster vecchia scuola che dovrà imparare di nuovo a vivere dopo un lungo periodo passato dietro le sbarre

Tulsa King, a Natale Sylvester Stallone arriva su Paramount+

Debutterà il 25 dicembre su Paramount+ Tulsa King, serie tv firmata da Taylor Sheridan che è già stata confermata per una seconda stagione e che negli Stati Uniti viaggia già verso il finale di stagione. Scelto come uno dei titoli di punta della nuova piattaforma streaming di video on demand, Tulsa King può fare affidamento su un Sylvester Stallone in stato di grazia a cui bastano un paio di episodi per rapire lo spettatore e trasportarlo in una dimensione quasi atemporale, dove i punti fermi di una volta non esistono più e la vera sfida è reinventarsi attraverso stereotipi che ormai sono ricoperti di polvere.

Il divo di Rocky interpreta Dwight Manfredi, un gangaster vecchia scuola che, dopo aver scontato una pena di venticinque anni in prigione, torna alla libertà per scoprire che la "famiglia" per cui è rimasto dietro le sbarre senza aprire mai bocca lo ha "esiliato" in Oklahoma, a Tulsa, una città che sembra richiamare la frontiera dei vecchi film western. Dopo un primo momento di rabbia per il trattamento subito, Dwight arriva a Tulsa dove, con la collaborazione un neo-assistente (Jay Will) e l'amicizia di un barman dal passato oscuro (Garrett Hedlund), cercherà di dare il via a un vero e proprio impero.

Tulsa King è il primo progetto seriale a cui Sylvester Stallone prende parte: ma se l'attore era preoccupato di affrontare questa nuova sfida a settantasei anni, il risultato sembra mascherare questo timore e confermare il talento di un interprete che, soprattutto negli ultimi anni, sta dimostrando al pubblico di voler affrontare personaggi che in qualche modo devono affrontare il loro viale del tramonto. Lo ha fatto nella saga di Creed, attraverso la quale il suo Rocky Balboa ha preso commiato dalla settima arte. Lo ha fatto con Rambo: Last Blood, in cui il veterano del Vietnam seguiva la stessa traiettoria. Con Tulsa King Stallone accetta gli abiti di un gangster che cerca di rimettersi su piazza, solo per scoprire che il mondo che lo attenda fuori dalla prigione non è lo stesso che ha lasciato e nel quale lui deve imparare a inserirsi. Il genere gangster si veste dunque di una nuova pelle, impreziosita da un'ironia di fondo che funziona e serve a far sì che il personaggio di Dwight risulti sempre piacevole per il pubblico, che può provare subito una forte empatia. A questo si deve aggiungere anche la scelta di ereditare alcuni stereotipi del genere wester: Tulsa diventa una frontiera, una terra di nessuno che aspetta solo di essere "presa": una terra di distese sconfinate e realtà differenti che devono trovare il modo di coesistere. Tutto concorre alla costruzione di una narrazione che è puro intrattenimento e che funziona grazie alla bravura indubbia di Stallone, che porta sul piccolo schermo un personaggio dall'anima cupa come quella dei completi che indossa e che pure risulta simpatico e affascinante: un gangster dagli abiti su misura, con un anello d'oro al dito, che però lancia bottiglie per mettere k.o. guardie di negozi legali di cannabis o minaccia con il tacco della scarpa.

A questo si deve infine aggiungere anche l'evoluzione di un protagonista che non deve solo imparare le novità a cui il mondo si è assoggettato, ma deve imparare anche a ricostruire se stesso: a ritrovare i suoi punti fermi e le sue certezze, insieme anche alla giustizia che merita e all'amore che pensava di non poter più avere. Dwight, pur con la sua violenza a tratti cartoonesca, è un personaggio profondamente umano, che mostra le sue fragilità nei momenti più inaspettati: come sul bancone di un bar con un ragazzo che, come lui, è alla ricerca di se stesso, o all'interno di un night club in cui si improvvisa anche cavaliere e gentiluomo. Tulsa King, quindi è un prodotto che funziona sotto ogni punto di vista.

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