Serie B: Torino-Brescia La prima finale playoff

Lo scontro tra Rolando Bianchi e Andrea Caracciolo, 50 gol in due in questa stagione, deciderà lo spareggio tra Torino e Brescia: il granata è più in forma

Serie B: Torino-Brescia 
La prima finale playoff

La sfida è tra Torino e Brescia questa sera (ore 20,45) all’Olimpico nell’andata della finale per determinare chi farà compagnia a Lecce e Cesena in serie A. Ma lo scontro tra le due nobili decadute vive però di un altro stimolante duello, quello tra il granata Rolando Bianchi e l’Airone bresciano Andrea Caracciolo, i bomber indigeni più prolifici che avevano concluso la regular season con 24 reti a testa (preceduti dal brasiliano dell’Empoli Eder, a quota 27).

Nei playoff Bianchi ha allungato la serie con altri due gol al Sassuolo, entrambi decisivi, quello del pareggio a Torino e quello del 2-1 fuori casa, mentre Caracciolo ha tirato il fiato contro il Cittadella: sostituito al Tombolato e in campo solo nell’ultima mezzora nel ritorno al Rigamonti, con tanta rabbia però per non essere riuscito a evitare la brutta figura casalinga con i veneti. Ma se l’umore di Caracciolo è nero, completamente opposto è quello di Bianchi che col Torino ha un debito di riconoscenza proprio perché è il giocatore costato di più nella storia granata. Nell’agosto 2008 il presidente granata Urbano Cairo versò 7 milioni di euro al Manchester City che due anni prima l’aveva prelevato dalla Reggina per la bella cifra di oltre 13 milioni, facendo sottoscrivere al giocatore un contratto quinquennale a 1,1 milione a stagione.

Due anni di svalutation tra il City e il prestito alla Lazio che avevano smontato il bomber di Albano Sant’Alessandro, rendendo anche opaca la sua prima stagione al Torino. Ma in questo campionato l’esplosione a suon di gol, la fascia di capitano e l’entusiasmo dei tifosi che ne hanno fatto un idolo. «Questo popolo merita la A, sono rimasto per loro e ora, sempre per loro, dobbiamo fare l’ultimo sforzo e giocare due grandi finali», afferma Bianchi. «Questa sera contro il Brescia voglio vedere lo stadio stracolmo e la Maratona impazzire, abbiamo bisogno della nostra gente. Da parte mia voglio conquistare la A col Torino più di ogni cosa, togliermi questo peso dalla coscienza e pagare il mio debito di riconoscenza. Poi vedremo cosa succederà».

Già, il poi, un futuro che unisce «Rolandinho» (così l’hanno soprannominato i tifosi) e Caracciolo perché entrambi sono inseguiti da grossi club e se il granata sembrerebbe voler restare, più difficile la posizione dell’Airone bresciano che già nel mercato di gennaio era stato appetito da Fiorentina, Roma, Inter, Milan e Genoa. «A Brescia sto bene e per ora penso solo al Torino. Segnare? Non importa se lo faccio, l’importante che sia un mio compagno», le parole di Caracciolo che può contare sul gemello Possanzini.

Il bello è che tra i due litiganti, entrambi diffidati e a rischio squalifica, a godere (e a fare le fortune del Brescia) potrebbe essere proprio il 34enne Davide Possanzini, quinta stagione con le rondinelle, il compagno di reparto che tutti vorrebbero avere, un attaccante che magari non segna in modo esagerato (10 reti finora), ma in compenso diventa un avversario terribile quando gli vengono concessi spazi per prodursi nelle sue proverbiali falcate. E poi è uno che si sacrifica, corre, combatte e Caracciolo gli deve buona parte dei suoi 24 centri. Questa l’arma segreta del Brescia, mentre il Toro è un Bianchi-dipendente perché Pià è fermo ai box per infortunio, Salgado lavora ma non colpisce e Scaglia, malgrado il gol al Sassuolo, appare ancora acerbo.

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