Dal Lazio all'Umbria il Partito Democratico e la sinistra vogliono cancellare le foibe e il Giorno del Ricordo. La notizia arriva dal Consiglio regionale del Lazio dove la maggioranza di centrodestra ha presentato una proposta di legge regionale per la "Promozione e valorizzazione dei viaggi della memoria e del ricordo". Un testo nato con l'obiettivo di promuovere percorsi educativi rivolti soprattutto agli studenti e ai giovani della Regione Lazio per "mantenere viva la memoria delle grandi tragedie del Novecento e dei passaggi storici che hanno segnato la storia europea e nazionale, rafforzando i valori della libertà, della democrazia e del rifiuto di ogni forma di discriminazione".
Durante l'iter della legge che si è sviluppato nella Commissione regionale negli ultimi due anni, nel titolo e nel testo sono stati aggiunti ai viaggi della memoria per la Shoah quelli del ricordo per le Foibe suscitando la reazione della sinistra.
Pd e Avs hanno presentato oltre 100 emendamenti chiedendo di "abrogare" o "sopprimere" le parole "e del ricordo" cancellando così il riferimento al Giorno del Ricordo nonostante si tratti di una data riconosciuta dalla Repubblica italiana come commemorazione civile.
La proposta di legge regionale è stata presentata dal consigliere Cosmo Mitrano di Forza Italia e grazie all'emendamento del consigliere regionale di FI Marco Colarossi veniva introdotto nell'impianto della proposta il riferimento alle foibe e alla "Giornata del Ricordo".
Come spiega Colarossi a il Giornale: "Ancora una volta la sinistra tenta di riscrivere la Storia a propria immagine e somiglianza, trasformando un provvedimento educativo e culturale in un terreno di scontro politico".
La maggioranza di centrodestra ha tenuto il punto utilizzando una nuova definizione che include tutte le tragedie del Novecento ovvero "Promozione e valorizzazione della conoscenza storica del Novecento". Non a caso in una nota i capigruppo di maggioranza esprimono "Grande soddisfazione per l'approvazione della proposta di legge" poi votata all'unanimità.
La posizione del Partito Democratico non è solo legata all'ambito locale ma fa parte di una visione più ampia a livello nazionale come testimonia la dichiarazione di Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico: "Siamo rimasti bloccati tutto il giorno in Consiglio su una leggina di sei articoli proposta dalla maggioranza di destra che governa la Regione Lazio. Il titolo dice: Promozione e valorizzazione dei viaggi della memoria E del ricordo. Il resto del testo non dice granché, ma quella e (congiunzione che unisce due elementi uguali all'interno della stessa frase) tra memoria e ricordo - ossia tra la memoria dell'Olocausto e il ricordo della tragedia delle Foibe - dice più di un milione di parole".
Da qui la rivendicazione "abbiamo bloccato la destra in aula denunciando l'operazione di equiparazione, annacquamento, confusione, neutralizzazione - o in una parola, revisionismo - che vogliono far passare in una apparentemente innocua leggina regionale".
A conferma del fatto che si tratta di un'indicazione nazionale ieri nella regione Umbria la maggioranza di sinistra ha respinto una mozione del centrodestra per l'attivazione di progetti e attività di sensibilizzazione sul tema
delle Foibe in occasione del "Giorno del ricordo".Colpisce che la stessa sinistra che in questi mesi è scesa in piazza al fianco degli odiatori di Israele, oggi utilizzi il tema della memoria come uno strumento politico.