A parte la nuova tendenza di scandirti le nuove serie a una puntata a settimana, come la tanto acclamata ultima stagione di The Boys, che se non hai un account Premium con le pubblicità ti sembra di essere tornato ai telefilm degli anni Ottanta, per cui quelli come me aspettano sia uscita tutta (anche perché la settimana dopo non mi ricordo niente di quella precedente, avendo iniziato nel frattempo altre dieci serie), ce n'è un'altra che noto sempre più spesso. Rivolta a un pubblico ben preciso, quello dei distratti, e non distratti perché stiano pensando alla relatività di Einstein o a un passaggio della Recherche o allo Stretto di Hormuz, ma distratti da un secondo schermo, quello del cellulare, tra notifiche e social, vuoi mica perderti l'ultimo reel di Tizio e Caio sul digiuno intermittente o come dimagrire sulla sedia o sull'ultimo presunto complotto o su come adattarti con l'IA?
Matt Damon, non uno a caso che passava nel mio salotto, a gennaio si è lamentato che nello streaming "ti viene chiesto di ribadire la trama tre o quattro volte nei dialoghi, per gli spettatori". Anche il Guardian ha scritto di show pensati per essere facili da seguire mentre scrolli (con la formula "not second screen enough"). Senza contare che ci sono i cosiddetti micro-drama, da consumare sul telefonino, che seguono la stessa logica, quindi è contaminazione al contrario: non serie e film che marcano una distanza di tempi e attenzione, sono i telefonini a contaminare lo streaming. Qui la Cina è sempre avanti nell'anticipare le tendenze, e alla convention del 16 aprile 2026 il tempo medio sulle app dei micro-drama in Cina è arrivato a 129 minuti, mentre il Global Times spiega che questi prodotti sono adatti al "fragmented viewing scenario".
D'altra parte il mezzo promozionale per portare le persone (i giovani soprattutto) a guardare un film è diventato TikTok, e molte scene anche dei blockbuster sembrano pensate apposta per essere inserite nel flusso dei feed. L'altro giorno ho visto con mia figlia Avatar 3 (aveva visto spezzoni su TikTok) e non si capiva chi combatteva contro chi, solo che hanno combattuto dall'inizio alla fine e alla fine hai solo voglia di sterminarli, quei Navi blu. Penso anche alla deriva della Marvel, dove i film sono diventati un'ammucchiata di supereroi con trame senza capo né coda (chi ha visto Deadpool & Wolverine si è chiesto "ma la trama qual è?"), dove alla fine lo Spiderman migliore viene considerato quello di Sam Raimi, in quanto semplice e lineare, con un ritorno a quel plot nel prossimo Spiderman con Tom Holland, quindi forse hanno capito? Dubito. Già nel prossimo Avengers: Doomsday, dove ce li hanno messi tutti, primari, secondari, noti solo ai nerd, da Thor a Captain America alla Torcia Umana a M'Baku a Magneto e chi più ne ha più li infili dentro, fino a Doctor Doom che è Robert Downey Jr. (che sembra Tony Stark in cosplay).
Insomma, da una parte ripeterti la trama sempre sennò uno distratto dallo smartphone mica capisce, dall'altra blockbuster in cui non si capisce niente, il risultato è lo stesso.
Però ci sono anche serie pensate per un pubblico lento, quelle che ti consigliano gli amici colti, così lente che mi addormento prima di capire. A proposito: non consigliate mai serie a nessuno e evitate amici che ve ne consigliano, se non vi piace e la mollate si offenderanno come se l'avessero prodotta loro.