La Setta e i «Peccati». Dei camionisti...

I l giorno in cui esordisce con i suoi Peccati, i sette vizi capitali (giovedì, Raidue ore 23.35), parlando di «lussuria», viene fuori che è il sogno proibito dei camionisti. E c’è poco da far dell’ironia perché quando una piace ai camionisti vuol dire che tutto funziona. Questo le donne lo sanno, scagli la prima pietra chi schiferebbe un simile titolo: nessuna, da Belen alla Montalcini. Quando per strada, il fischio di approvazione parte da uno di quelli, c’è da star tranquille. Proprio ieri, dai loro tir dalle ruote roventi, i simboli virili della doppia corsia si sono detti arcistufi delle curve delle veline (devono essersi confusi con la strada perché di forme le veline ne hanno poche) e si sono scoperti molto più intrigati dal cervello delle telegiornaliste. In testa, secondo la ricerca dell’associazione «Donne e qualità della vita» fatta su cinquecento camionisti, c’è, appunto, lei: Monica Setta. A seguire, Lilli Gruber e Monica Maggioni. La signora de Il Fatto del giorno, ieri era il fatto del giorno. Consacrata dalle otto ruote, da Raidue, dallo share (dopo il contenitore pomeridiano, anche quello della seconda serata ha ottenuto ottimi ascolti). Lei con i suoi Peccati che vengono subito dopo quelli di Santoro. Lei che, zitta zitta, tenace tenace, è riuscita dove hanno provato tutti gli altri. Sta a vedere che alla fine sarà la Setta il controcanto alle ghigliottine in piazza “degli altri”, lei l’alternativa agli untuosi cerchiobottismi biparte di certi occhiali gentili senza una faccia dietro. Monica che ricorda un po’, nei modi, la neopresidente della regione Lazio, Renata Polverini: sincera al limite del burbero, agile di colpi di forbice con cui taglia le parole inutili e vola dritta al sodo.
Giovedì è andata in onda la sua «lussuria» (il primo dei sette vizi di cui si occuperà nelle prossime settimane). Un contenitore un po’ più “leggero” e femminile. Oddio per femmine di humor robusto diciamo. Perché, visto il tema, in studio c’erano anche trans (con l’onnipresente Efe Bal), pornostar, sessuologo, webgirl e contributi con spezzoni di film come Ultimo tango a Parigi e Nove settimane e mezzo.

C’era perfino un’irriconoscibile Serena Grandi che raccontava delle avance rifiutate, tanti anni fa, da parte di un uomo molto potente. Perché il programma è in realtà un racconto sulla donna, attraverso la declinazione dei sette vizi capitali e dei fatti di cronaca che dai vizi scaturiscono. Il vizio della Setta è di andare a segno.

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