Le sfumature di Anderszewski fra Schumann e Beethoven

Finalmente un pianista musicista, con tecnica ferrata posta al servizio di un suono tondo, ricco di sfumature, cantante anche quando il forte tocca quota tre effe. Eppure in Italia, Piotr Anderszewski, questo il nome del pianista polacco, non gode della notorietà di un Kissin, per citare un collega nonché coetaneo che va per la maggiore. Forse perché non ha una storia scalpitante da bimbo prodigio da raccontare, per lui le porte della notorietà si sono spalancate relativamente tardi. Solo a vent’anni Andersewski si imponeva all’attenzione di critica e pubblico e ciò per un gesto piuttosto coraggioso: durante l’ultima prova al Concorso Leeds, interrompeva la performance poiché insoddisfatto dell’esecuzione dell’op. 7 di Webern. Giuria allibita e il critico del Financial Times pronto ad assolverlo con formula piena, «per un pianista di questo calibro ciò non ha grandi conseguenze» scrisse. Profezia poi confermata anche dall’assegnazione, nel 2002, del Gilmore Artist award, premio equivalente a 300mila dollari.
A distanza di una settimana, Anderszewski torna a Milano per le Serate Musicali che ne hanno colto la statura e se lo tengono ben stretto. Recital impegnativo per l’interprete e il pubblico considerato che il programma è diviso salomonicamente in due parti con Humoresque di Schumann da un lato e le beethoveniane Trentatré Variazioni su Valzer di Diabelli in seconda serata. Già, le Variazioni care al pianista che ne ha fatto un cavallo di battaglia così ben addestrato da prestarsi a incisioni e riprese filmiche come quella realizzata da Bruno Monsaingeon, autore di film su interpreti scelti con il lanternino (tra cui, Oistrakh, Richter, Menuhin).
Anderszewski, come anticipa il nome, è nato a Varsavia nel 1969, in una famiglia polacco-ungherese che poi s’è portata a Lione, Strasburgo e in California. Il suo nome è associato all’ultimo Beethoven e a Bach, ma l’autore più sente vicino alla sua sensibilità è il polacco Szymanowski. Le letture di Anderszewski piacciono al pubblico e a colleghi di rango come la violinista Viktoria Mullova con la quale suona spesso. La pianista-leggenda Martha Argerich l’ha invitato al festival di Lugano. Manca la vera consacrazione italiana.
Piotr Anderszewski
domani ore 21
Conservatorio
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