Lo show cult dell’irriverente Sabelli Fioretti

Milano Se non è già cult, poco ci manca. Fino al 4 settembre, Un giorno da pecora andrà in onda dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 19,30 su Radiodue. È la trasmissione rivelazione dell’estate e sta a vedere che (come meriterebbe) si guadagnerà la riconferma anche per la stagione invernale. In poche parole, e lo pensano in molti, sarebbe ideale per riempire il vuoto lasciato dal Viva Radiodue di Fiorello. Se lo sono inventato, questo segmento pomeridiano, il bravo Claudio Sabelli Fioretti con Giorgio Lauro. Naturalmente, l’ospite speciale è Deejay K, ossia lo spassosissimo Francesco Cossiga. Nelle ultime settimane da quei microfoni sono passati tanti politici, tutti scanzonati e perciò terribilmente seri, che si sono alternati in siparietti che spiegano l’attualità meglio di tanti tiggì. Qualche esempio? Vista la situazione del Pd, Paola Binetti ha insistito per avere dal mago Otelma un vaticinio sul futuro del partito. Pierluigi Bersani, per dimostrare di andare d’accordo con Franceschini (chiamato «segredaddario»), lo ha chiamato in diretta con il cellulare in viva voce. Infine Brunetta ha decantato le virtù «terapeutiche» del vaffa... e Mastella ha dato il suo numero di telefono invitando gli ascoltatori a chiamarlo. Insomma, infotainment di grande livello, per di più divertentissimo. Per dire, è stato a Un giorno da pecora che la D’Addario ha scambiato il Louvre per Lourdes esibendo una gaffe mica male. «Noi facciamo - spiega Sabelli Fioretti - ciò che in Rai si fa sempre meno: sbeffeggiamo il potere in ogni direzione». E lo fanno con stile, senza arroganza grazie a un tono divertente anche con ospiti, come Dini e De Magistris in onda ieri, che non sono proprio il massimo della simpatia. Risultato: «È sempre più facile contattare i politici e averli come ospiti. Dicono: sì, ho sentito quel programma, mi piace. Capiscono che siamo corretti e nessuno li prende in giro». E Cossiga? «All’inizio era “pericolosissimo”: lanciava addirittura musiche prussiane. Ma le sue dediche sono fulminanti».

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