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Il Benigni "ratzingeriano"

Bellissimi e profondi diversi momenti di un monologo che il Dicastero vaticano della comunicazione tramite il prefetto Paolo Ruffini ha definito "straordinario, sorprendente, commovente"

Il Benigni "ratzingeriano"
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Fino a cinque milioni di italiani si sono incantati davanti al monologo di Roberto Benigni (nella foto) su San Pietro, "un uomo nel vento" che in prima serata di ieri su Raiuno non ha comunque spazzato via l'agguerrita concorrenza, tra Champions League, Interstellar e i gialloni di Chi l'ha visto. Il successo di pubblico c'è ma è lievemente sotto il 25% (dato minimo, secondo le aspettative) il comico toscano aveva un forte battage pubblicitario, il traino dei quotidiani e la "benedizione" di Papa Leone XIV, con cui ha condiviso il racconto del primo Pontefice della Storia.

Bellissimi e profondi diversi momenti di un monologo che il Dicastero vaticano della comunicazione tramite il prefetto Paolo Ruffini ha definito "straordinario, sorprendente, commovente", la trasmissione prodotta da Stand by me in collaborazione con Vatican Media, Santa Sede e governatorato della Città del Vaticano resta una meravigliosa pagina di televisione che conferma il primato della Rai come azienda culturale del Paese.

Anche il ritratto di Pietro, la sua "bellezza fragile, misteriosamente capace di rigenerarsi" a molti osservatori è sembrata un omaggio postumo a Papa Francesco - evocato con una perdonabile gaffe da Benigni - come se questo umile pescatore ebreo della Galilea "morto poverissimo in croce, crocifisso come un bandito perché voleva insegnarci ad amarci l'un l'altro attraverso un Dio che si è fatto l'ultimo degli uomini" fosse animato dalla stessa, folle idea che "la sua follia particolare chiamata fede in Gesù di Nazaret" avrebbe prima o poi convinto tutti, persino Benigni.

Eppure non è difficile scorgere nel "primo follower di Cristo che predicava il Vangelo senza sapere il latino", scortato da "un vento capace di soffiare così forte da portarlo fino ai confini del mondo" l'immagine di un altro Papa venuto dalla fine del mondo, Bergoglio appunto. Ma c'è un altro Pontefice che nella sua vita si è sentito "come San Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea, con le acque agitate e il vento contrario, mentre il Signore sembrava dormire", si chiamava Joseph Ratzinger.

Ed è dall'incontro di questo pescatore imperfetto e debole con Gesù che secondo Benedetto XVI un uomo "ingenuo e pauroso, e tuttavia onesto, fino al pentimento più sincero" diventa la roccia su cui fondare la Chiesa. Chissà se Benigni sarà contento di essere diventato l'ennesimo "ratzingeriano".

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