Egregio direttore Feltri,
chi scrive è un suo estimatore, oltre ad un collega, visto che collaboro con il quotidiano La Sicilia. Però, da ieri, qualche punto della mia stima nei suoi confronti è venuto meno. La colpa? Il suo editoriale, in cui, riferendosi alla mia terra, afferma che «quest’isola indebitata, piena di problemi, marginali rispetto al cuore economico del Paese, fosse l’ombelico del mondo anziché una fucina di delinquenti».
A parte che la fucina di delinquenti si trova non solo in Sicilia, penso che Lei ha offeso l’intero popolo siciliano, che è sicuramente un popolo di lavoratori, oltre che di affermati professionisti e uomini di cultura. I delinquenti, per fortuna, sono una sparuta minoranza. Certo la Sicilia non è l’ombelico del mondo, ma se Lei può camminare in macchina, lo può fare grazie all’80% del greggio che viene raffinato proprio nella mia provincia: Siracusa. E lo sa a quanto ammontano le accise provenienti dalla raffinazione di petrolio che lo Stato, secondo lo statuto con cui si concede l’autonomia alla Sicilia, dovrebbe versare alle casse della Regione siciliana? Forse non basterebbero 100 finanziarie per sanare il debito. Altro che Regione indebitata! Lo sa che almeno il 50% dell’energia elettrica prodotta per soddisfare i bisogni dell’Italia arriva dalla Sicilia. Lo sa che, a proposito di ombelico del mondo, proprio nei giorni scorsi è stato inaugurato l’impianto termodinamico solare «Archimede» che rappresenta un prototipo a cui tutto il mondo guarda in quanto potrebbe rivoluzionare la produzione di energia elettrica? Credo che tutte queste cose Lei le sappia e quindi noi siciliani non meritiamo di essere trattati come ha fatto.
Cordiali saluti
Paolo Mangiafico
Caro collega,
siccome anch’io come lei ho delle opinioni forti, sono pronto ad accettare le sue opposte alle mie. Però per attaccare me non c’è bisogno di inventare, basta basarsi su ciò che scrivo davvero. E io non ho mai scritto che i siciliani sono tutti criminali. Non l’ho detto perché oltre a non essere vero è inverosimile. Ho semplicemente rilevato che la Sicilia è una fucina di delinquenti, riferendomi alla mafia, tema del mio articolo. Se la mafia non fosse una fucina di delinquenti non ne parleremmo tutti i giorni.
La Sicilia è una regione splendida ma non penso sia l’ombelico del mondo né che quanto vi accade determini i destini della nazione o anche solo dei partiti e dei governi. Ora lei mi fa notare che oltre a essere splendida è anche ricca come il Texas almeno in campo energetico. La cosa mi fa molto piacere. Però mi domando come sia possibile che una terra opulenta abbia due città, Catania e Palermo, in perenne deficit di bilancio al punto da richiedere versamenti straordinari allo Stato onde tappare i buchi.
Cito a memoria: 500 milioni a Catania e altrettanti a Palermo recentemente.
Non le scrivo questo per polemizzare ma per spiegare i motivi che mi hanno indotto a scrivere l’articolo da lei giudicato offensivo e che offensivo non era.
v.f.