Il sindaco di Bari tiene famiglia: dopo il cugino, anche il fratello in campo

BariUn cugino in consiglio comunale, un fratello coordinatore di una lista civica per le regionali. Insomma il sindaco di Bari tiene famiglia, ma questa volta più che scaldare gli animi degli elettori surriscalda quelli dei leader del suo partito. E così Michele Emiliano, segretario uscente del Pd deciso di ricandidarsi nonostante il veto delle correnti che contano, finisce al centro di una guerra interna senza esclusione di colpi.
Il «fuoco amico» questa volta è stato innescato dalla sortita di Alessandro Emiliano: 47 anni, imprenditore del settore arredamento e fratello del sindaco, ha pensato bene di mettere in campo una lista civica per le regionali: si chiama «Emiliano per la Puglia», appoggerà il centrosinistra e strizza l’occhio alla riconferma del governatore Nichi Vendola. Giusto il tempo di presentare la novità e sugli «Emilianos» sono piovuti gli strali dei vertici del Pd pugliese. A cominciare da Sergio Blasi, sindaco di Melpignano, piccolo centro salentino. Candidato alla segreteria regionale del Pd per la mozione Bersani, ha incalzato Emiliano invitandolo «a scegliere cosa fare» e definendo «schizofrenico» l’atteggiamento del sindaco di Bari: «È singolare che il segretario regionale del Pd si metta a costituire un’altra lista».
A rincarare la dose contro il sindaco di Bari ci ha pensato Guglielmo Minervini, candidato al vertice del Pd pugliese per l’ala Franceschini e assessore regionale alla Trasparenza, che definisce la mossa della lista civica «esilarante nel merito e sconcertante nel metodo» ritenendo «inammissibile che l’attuale segretario regionale del Pd appoggi una lista in competizione con il suo partito». Minervini chiede un passo indietro del sindaco. «Si sta costruendo uno scenario da Dynasty di cui non avevamo bisogno», ha dichiarato. Ma le polemiche sulle parentele in casa Pd erano affiorate già alle ultime comunali, quando ha fatto il suo ingresso in Consiglio il cugino del sindaco, Marco Emiliano, 37 anni, commerciante di mobili, che al suo esordio in politica è risultato il più votato nella lista del primo cittadino con mille preferenze. Un exploit che ha fatto il storcere il naso a più di un alleato.

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