Sindaco Moratti cameriera per un giorno serve bresaola e rucola ai clochard

Un ospite su cinque del dormitorio di Viale Ortles ha tra i 30 e i 44 anni. Il sindaco: "Effetto anche della crisi"

Sindaco Moratti cameriera per un giorno 
serve bresaola e rucola ai clochard

Ha servito in tavola bresaola con rucola e grana, sulle note di «Io vagabondo» dei Nomadi. Pettorina rossa dei City Angels al posto del grembiule, il sindaco Letizia Moratti ieri ha fatto per un giorno la cameriera ai clochard ospiti della casa di accoglienza del Comune in viale Ortles. Un appuntamento fisso quello organizzato alla mensa dei poveri dall’associazione, a cui hanno partecipato anche quest’anno una quarantina di vip, da Roberto Vecchioni a Tony Dallara, Enrico Beruschi, Marco Bellavia, Jo Squillo, Leone di Lernia, personaggi delle ultime edizioni di «Amici» e del «Grande fratello», gli assessori comunali Mariolina Moioli, Giampaolo Landi di Chiavenna, Andrea Mascaretti e il presidente del consiglio provinciale Bruno Dapei e gli assessori Stefano Bolognini e Silvia Garnero. L’«Angel Day», ha ricordato il presidente Mario Furlan, «ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della solidarietà e puntare i riflettori non sulle star che servono ai tavoli ma sulle persone che vivono ogni giorno nell’ombra».
Il centro di viale Ortles l’anno scorso ha ospitato 1.200 bisognosi. «Adesso vogliamo creare uno sportello lavoro qui - ha anticipato la Moratti - per aiutare gli ospiti a trovare un’occupazione e uscire dallo stato di senzatetto». La maggior parte degli ospiti (il 32,4% del totale) ha tra i 45 e i 59 anni, il 35,6 per cento ha più di 60 anni ma è alta la fascia tra i 30 e i 44 anni (22,3%), qualche giovanissimo (3,8%) e il 5,9 per cento ha tra 25 e 29 anni. Non a caso questa struttura, come sottolinea anche il sindaco, «era considerata un dormitorio ma la stiamo trasformando in una casa d’accoglienza con un significato diverso rispetto al passato», trasformazione «resa necessaria dalle nuove forme di povertà. Un esempio è quello delle tante persone espulse dal mondo del lavoro, un altro i padri separati che si ritrovano ad avere dei problemi. Per loro abbiamo già messo a disposizione degli alloggi in città per affrontare meglio questa fase particolare».

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