Il sindaco «Questi insediamenti abusivi devono essere demoliti»

«Il tragico episodio di questa mattina, (ieri, ndr) con la morte di una donna e di suo figlio di appena tre anni, deve spingere le istituzioni pubbliche e l’amministrazione comunale a proseguire nell’impegno di una lotta strenua al degrado e alla povertà con le armi della legalità e della solidarietà». Non usa mezzi termini Francesco Giro, sottosegretario di Stato ai Beni e alle attività culturali, che prosegue: «Non sono tollerabili baracche e insediamenti abusivi in zone impervie, degradate e spesso irraggiungibili dai mezzi di soccorso. Vanno rimosse immediatamente, secondo piani precisi e concordati con i municipi come stanno facendo il sindaco Gianni Alemanno e il prefetto di Roma Giuseppe Caruso. Vanno però previste contestualmente forme di assistenza e di aiuto». «Propongo allora - prosegue Giro - una grande alleanza per la solidarietà e la legalità che può essere realizzata dopo anni nei quali si è cercato di nascondere le emergenze dietro il paravento di un modello Roma che purtroppo non esisteva se non nella finzione».
Al chilometro 0,800 della via Litorale, poco prima delle 13 arriva il sindaco Alemanno. Si arrampica per il viottolo che porta al luogo della tragedia, il sindaco, gli viene mostrato ciò che resta della catapecchia dove hanno perso la vita un bimbo di tre anni e la mamma. Poi si rivolge ai giornalisti: «Questi insediamenti abusivi vanno demoliti, contemporaneamente verranno realizzati nuovi campi fuori dal grande raccordo anulare per poter dare una soluzione diversa dopo anni in cui questa situazione è stata lasciata a se stessa». I passaggi dell’amministrazione per risolvere il problema nomadi e senza tetto sono riassunti da Alemanno in 5 punti: «A gennaio faremo una riunione con il prefetto per avere un piano unico.

Dovremo ripristinare il sottobosco in pineta per agevolare il passaggio dei mezzi, togliere le baracche, verificare quante persone ci vivono ed espellere gli irregolari. Infine sorvegliare la pineta con un gruppo da definire tra forestale, carabinieri ed esercito. Perché non vengano più ricostruite».

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