Andrea Cuomo
Se siamo tutti campioni del mondo, state certi che Walter Veltroni lo è un po di più. Il grande esternatore, luomo che in fondo si sente il sindaco di tutto il mondo (che il mondo lo voglia o no) poteva forse farsi sfuggire loccasione per dire la sua a tempo di record sulla più grande vittoria dello sport italiano? No di certo, anche perché il trionfo insperato di Cannavaro e soci ha trascinato in piazze e strade della capitale folle festanti che nemmeno la Notte Bianca (peraltro presentata proprio ieri) può vantare: se non in termini quantitativi, certamente in fatto di entusiasmo. Insomma, non facciamoci scappare nessuna adunata, che sia di intellettuali nottambuli che saltabeccano da una mostra darte alla performance di danza contemporanea o di scalmanati tifosi fradici dellacqua di una delle tante fontane romane.
Non era passato nemmeno un quarto dora dal rigore di Fabio Grosso che ha dato allItalia il quarto titolo iridato, e già noi veltronidipendenti avevamo la nostra dose: ore 22,39 di domenica, lAnsa batte: «Italia campione»; ore 22,53, lex agenzia Stefani ci informa: «Veltroni: meravigliosa vittoria». Una telefonata tempestiva di uno zelante giornalista (povero sindaco: nemmeno una sana esultanza in santa pace) o un comunicato preparato in anticipo da battere alle agenzie (e al mondo) a spron battuto? E in questo secondo caso, ci chiediamo: era già pronta una dichiarazione da sconfitta? E come sarebbe stata: «Veltroni: sarà per la prossima»? Viva Veltroni, ieri gran cerimoniere dapprima allarrivo della squadra vincitrice a Pratica di Mare, poi alla festa di popolo del Circo Massimo. Viva Veltroni campione del mondo.