"Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...". Chi non ha mai visto un bambino giocare con la spada laser di "Star Wars"? Le "Guerre Stellari" di George Lucas sono entrate nell'immaginario collettivo e non solo per le storie avvincenti di Luke Skywalker, o per il fascino infantile del robot (allora) avveniristico C1-P8, della principessa Leila, del piccolo Anakin che per la paura della morte della donna amata cederà al lato oscuro della forza. Che dire della colonna sonora di John Williams? "Main title", "Leia's theme", "Asteroid Field", "The Imperial March (Darth Vader's theme)", "Anakin's theme", "Duel of the Fates", "Throne Room & End title" fanno parte del patrimonio musicale di ciascuno, anche di chi pensa di non aver mai ascoltato questi brani che domani e dopodomani saranno interpretati dall'Orchestra Sinfonica all'Auditorium. Ma c'è qualcosa che va ben oltre. A rendere speciali i due appuntamenti (domani alle 18 e domenica alle 16) è il legame con la scienza, l'astrofisica che è sostanza primaria della saga. "Spesso si pensa che la fantascienza prenda idee dalla scienza e ci aggiunga la fantasia. In realtà, molto spesso accade il contrario: la fantascienza ispira e indica nuove strade a bambini e bambine, uomini e donne, che finiscono col batterle e, spesso, trovare qualcosa di inaspettato" dice la voce narrante Luca Perri, astrofisico e divulgatore. Sì, perché qui non siamo davanti a un semplice concerto, sia pure di livello musicale elevatissimo, ma a uno spettacolo dalle ambizioni più ampie: scoprire quali relazioni esistano tra le note, le immagini, i contenuti di Star Wars e la possibilità che siano reali, o almeno relistici, i viaggi nell'iperspazio, la vita sul pianeta Tatooine, l'universo in cui si muovono i protagonisti, e anche le celebri spade laser.
Lo spettacolo "Star Wars fra musica e Scienza" con l'Orchestra Sinfonica di Milano diretta da Jacopo Brusa e lo scienziato Luca Perri fa parte della rassegna "Intersezioni", che indaga le connessioni tra linguaggi diversi, e il rapporto profondo tra la musica e altre forme di espressione artistica e scientifica. Oggi l'astrofisica. Star Wars è realtà dal 1977 e la sua influenza si è estesa enormemente in tutti i settori, scienza inclusa.
Luca Perri è la persona giusta per condurre il gioco, in quanto autore del libro "La scienza di Guerre Stellari. Dal Millennium Falcon alla spada laser: cosa è fanta e cosa è scienza" (Rizzoli, 2022). Spiega Perri: "Lo spettacolo ha come scopo mostrare che, al contrario di quel che facciamo in Italia, dove dividiamo cultura umanistica e scientifica, si tratta di una sola cultura e tutte le varie branche contribuiscano a formarla. Mentre nessuno si chiede che senso abbia la musica, la cultura scientifica o ha un'applicazione immediata oppure è considerata inutile".
Ed ecco che "la musica di Williams fa sognare, lo spettatore guarda la fantascienza, la fantascienza ispira i giovani che sognano nuovi pianeti e nuovi mondi. Se io mostro un possibile futuro o una realtà alternativa alla società, quella cosa probabilmente accadrà nel futuro. Con "Star Wars" è successo più del normale perché ha completamente pervaso la nostra cultura pop e ha letteralmente ispirato miliardi di menti. Diversi scienziati e scienziate hanno seguito le strade che ha mostrato, per realizzare la nuove tecnologia: abbiamo prodotto protesi per la braccia ma anche motori per le sonde spaziali ispirati a Star Wars". Ma non basta: "Caso più unico che raro, "Star Wars" ha previsto scienza vera, ad esempio pianeti con due soli, decenni prima che fossero scoperti. O ancora, con una ventina di anni di anticipo, ha previsto i cluster di buchi neri, i cosiddetti grappoli. L'universo è sufficientemente grande da sorprenderci".
E poi: "C'è un grande utilizzo della fantascienza e della distopia come strumento per fare critiche sociali. Come sale al potere l'imperatore Palpatine? Fingendosi un democratico che in caso di emergenza chiedeva poteri speciali: poi ha accentrato sempre più quei poteri, trasformandoli in un impero".