La sinistra mette a rischio il metrò 4

Dopo la «sospensiva» del Tar il Comune rinvia l’asta. Intanto il cda pensa a un mutuo per pagare il maxidividendo

L’ostruzionismo del centrosinistra rischia di far perdere a Milano una montagna di euro. E per l’esattezza i 240 milioni già stanziati dal Cipe con la legge obiettivo più i 200 promessi dai privati per la costruzione della linea 4 della metropolitana. Tutti finanziamenti destinati ad andare letteralmente in fumo se il Comune non sarà in grado di mettere la sua quota da 350 milioni. Possibilità che sembra allontanarsi dopo l’ultimo pronunciamento del Tar Lombardia che ha decretato la «sospensiva» per la vendita di parte delle quote Sea in mano a Palazzo Marino (il 33 per cento della società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa). E la prossima (e ultima) seduta del Cipe utile per il via libera è già stata fissata per il 27 marzo.
Ieri mattina, pochi minuti dopo le dieci, la notifica del provvedimento del Tar. E, di conseguenza, la sospensione a tempo indeterminato dei termini del bando di gara. Con buste che, quindi, non si sono nemmeno viste in piazza Scala. Troppo alta la fideiussione da versare per poter partecipare. Ed escluso che qualcuno fosse disposto a «immobilizzare» una somma così alta in attesa della sentenza finale del Tar che il presidente Italo Riggio ha convocato per il 16 febbraio. Accolto, per ora, il ricorso dei consiglieri di opposizione. «Illogica» e «in contrasto» con gli indirizzi adottati è stata definita la decisione del Comune di proseguire la procedura «con i soli soggetti già invitati alla gara conclusa senza esito». Nelle motivazioni della sentenza si legge che «il consiglio comunale nel regolare le modalità di vendita della partecipazione Sea ha espressamente prescritto l’esperimento di una procedura competitiva trasparente e non discriminatoria». Dito puntato, dunque, sul comportamento del Comune che «in ordine alla prosecuzione della procedura con i soli soggetti già invitati alla gara conclusa senza esito, sembra porsi in contrasto con detti indirizzi e pare altresì illogico».
«Invero - secondo le motivazioni - se l’unica offerta presentata, per le gravi carenze che l’affliggevano, era risultata non appropriata, tanto da rendere infruttuoso il procedimento, sembra allora del tutto incoerente invitare il medesimo concorrente alla successiva procedura in presenza di condizioni asseritamente identiche». E poi «la distribuzione del dividendo straordinario e la prevista istituzione di organi consultivi ed operativi con il coinvolgimento del nuovo socio costituiscono condizioni nuove rispetto a quelle originariamente poste a base della procedura competitiva, palesemente destinate a stimolare nei concorrenti una maggiore propensione all’acquisto della partecipazione». Infine, secondo i giudici, la scelta di riservare la prosecuzione della procedura solo ai soggetti ammessi alla gara risultata deserta «si palesa discriminatoria rispetto ad altri potenziali acquirenti, il cui interesse potrebbe essere suscitato dalle nuove condizioni di vendita». Nel frattempo la Sea tratta con Cassa depositi e prestiti e con altri soggetti un finanziamento per erogare i 200 milioni di dividendo straordinario approvato ieri dall’assemblea. «Sea - spiega l’assessore Giorgio Goggi - sostituirà i 200 milioni di dividendo con un prestito che si farà dare dal miglior offerente, sostituendo così risorse liquide su cui si pagano le tasse con risorse prestate su cui non si pagano. La vendita? Se riusciremo ad avere via libera dal Tar andremo avanti. Ci difenderemo spiegando che la distribuzione del dividendo straordinario non modifica le condizioni di gara perché le riserve erano già conteggiate nella valutazione della base d’asta (600 milioni di euro, ndr)». Tra i potenziali acquirenti ancora Hochtief Airport e Baa, più defilata Goldman Sachs.