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Achille Lauro per i ragazzi fragili. Progetti anche negli ospedali

Il cantante ha presentato la sua Fondazione Madre: "Il nostro dovere è renderci conto di chi soffre e aiutarlo"

Achille Lauro per i ragazzi fragili. Progetti anche negli ospedali
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«Credo che dovere di ognuno di noi sia rendersi conto che c'è gente in difficoltà e che, in proporzione a ciò che si ha, dobbiamo ricordarci di essere al servizio degli altri. La differenza la fa imparare a ragionare in termini di comunità e non di singolo. Questa idea è nata qualche anno fa grazie a mia madre che mi ha cresciuto con certi valori a partire dall'amore e dalla gratitudine: dovremmo imparare tutti a restituire quello che abbiamo avuto». Parola di Achille Lauro (al secolo Lauro De Marinis) che ieiri ha presentato, Fondazione Madre, con l'obiettivo di intervenire in modo concreto sulle fragilità giovanili per offrire opportunità di cura, ascolto e rinascita a ragazzi in difficoltà, spesso lontani dai percorsi tradizionali di supporto.

Il nome è tutto un programma: una madre «accoglie, protegge, guida e cura». Non solo, il simbolo, la farfalla, evoca un processo di trasformazione e rinascita, «come è successo a me» spiega Lauro. La direzione generale della Fondazione è affidata a Lorella Marcantoni, che per 15 anni ha fatto parte del Direttivo del Comitato Maria Letizia Verga e si avvale di un Comitato tecnico-scientifico composto da Clementina Cordero di Montezemolo (psicoterapeuta e fondatrice e CEO di Yolk, realtà del terzo settore che crea percorsi personalizzati per chi cresce in contesti fragili, borderline, dimenticati), Arnoldo Mosca Mondadori (fondatore della Casa dello Spirito e delle Arti, cooperativa che si occupa del mondo della reclusione, migranti, giovani, emarginati) e Giuliana Baldassarre (SDA Bocconi, esperta di imprese sociali e non profit).

«Dopo anni di lavoro, presentare finalmente Fondazione Madre è per me motivo di grande orgoglio: è un impegno reale, nato dal cuore e dalla volontà di esserci davvero per i giovani più fragili». Condivide l'avventura con lui Andrea Marchiori di Techbau spa: «Era mio desiderio da tempo dar vita a un'iniziativa di questo tipo, le cose non accadono mai per caso e l'incontro con Lauro ha reso possibile realizzare un progetto per me così importante». La Fondazione, da oggi online, si impegna a migliorare la qualità complessiva della vita di bambini, ragazzi e famiglia in condizione di disagio a causa di malattie, isolamento sociale, dipendenze, carenze educative ed altre circostanze anche attraverso l'arte e la musica.

Il modello? L'opera di don Giovanni Carpentieri, prete di strada ed educatore, che intercetta il disagio giovanile precocemente per accompagnare ragazzi con una vita border, accoglierli e insegnare loro qualcosa che li appassioni veramente. Così ecco i primi due progetti: la Casa Ragazzi Madre, 25 posti letto a Zagarolo (Roma), struttura di accoglienza per giovani tra gli 11 e i 21 anni che vivono fianco a fianco con dipendenze, disagio psichico e carenze educative.

E «Ali tra le corsie», che nasce dall'esperienza di Lauro con la Fondazione Letizia Verga che opera nei reparti di oncologia pediatrica, che porta ascolto e speranza ai giovani fragili nei reparti e negli Istituti Penali per i minorenni, attraverso incontri e laboratori con il coinvolgimento di musicisti, artisti, sportivi e professionisti, restituendo visibilità e dignità a ragazzi spesso marginalizzati, e che presto vedremo tra le corsie degli ospedali milanesi.

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