Leggi il settimanale

È allarme scuole ghetto: "A Milano in 35 plessi oltre il 50% è straniero"

Un dossier svela la mappa della presenza straniera: 122 nazionalità diverse tra i banchi e programmi a rischio nelle periferie

Foto di repertorio
Foto di repertorio
00:00 00:00

Per capire come si sta evolvendo l’immigrazione a Milano, basta osservare il cambiamento della popolazione scolastica negli ultimi anni. Silvia Sardone ha fatto un’interrogazione in Consiglio comunale per capire e il risultato ha sorpreso. Ma forse non più di tanto. Trentacinque plessi scolastici registrano una presenza di alunni di origine straniera superiore al 50 per cento. Nel dossier preparato dalla vicesegretaria della Lega, viene mappata la concentrazione delle iscrizioni nei quartieri periferici e semi-periferici della città, tra cui Quarto Oggiaro, San Siro, Corvetto, Lorenteggio e via Padova.

Nello specifico, la ripartizione sul territorio evidenzia 24 istituti elementari e 11 scuole medie in cui la popolazione scolastica italiana risulta numericamente minoritaria, con un'elevata frammentazione delle provenienze culturali all'interno dei singoli gruppi classe. “Nelle 24 elementari dove gli italiani sono meno della metà ci sono ben 122 nazionalità diverse e nelle 11 medie 115. Da Quarto Oggiaro a San Siro, da Corvetto a Lorenteggio, fino in via Padova: le politiche immigrazioniste del Pd hanno prodotto, negli anni, delle vere e proprie classi ghetto a discapito dell’apprendimento”, ha spiegato Sardone. Secondo l'analisi contenuta nella nota, i progetti di mediazione culturale e supporto linguistico finanziati dal Comune di Milano non compensano gli squilibri numerici e logistici che si creano nei contesti a maggiore densità migratoria, provocando un rallentamento nello svolgimento dei programmi ministeriali.

“Se è vero che il Comune di Milano ha attivato dei progetti di supporto linguistico e mediazione culturale, è altrettanto vero che se in così tante scuole bambini e ragazzini italiani si ritrovano a essere minoranza tra i banchi c’è un grosso problema legato sia all’avanzamento del programma che all’integrazione. Non è un caso se diverse famiglie si trovano costrette a cambiare istituto ai figli per evitare che restino indietro e si sentano emarginati”, ha spiegato ancora.

È assurdo, conclude, “sentirsi stranieri all’interno dei propri quartieri ma questo è quanto succede nella Milano della sinistra dove la multietnicità è vista solo come un valore e non anche come un freno, se non regolata, alla crescita dei più giovani. In molti quartieri, tra l’altro, l’integrazione tanto propagandata dalla sinistra sta miseramente crollando, sul modello negativo già visto in tante città europee”.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica