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Come cambierà la linea di successione dopo l’esclusione dell’ex principe Andrea?

Il governo britannico sarebbe già al lavoro per formalizzare la rimozione di Andrea dalla linea di successione, ma non sarà un processo semplice, né indolore per la royal family

Come cambierà la linea di successione dopo l’esclusione dell’ex principe Andrea?

“Ho bisogno di stare calmo e in questo momento non lo sono”, ha ammesso il principe William durante gli EE Bafta Film Awards, lo scorso 22 febbraio, a chi gli chiedeva se avesse visto il film “Hamnet”. La sua mente non può che essere totalmente dominata dalle vicende di questi ultimi giorni e dall’impatto che avranno sul destino della Corona. I principi di Galles, infatti, hanno affrontato il pubblico proprio nella fase più delicata per la royal family, dopo l’arresto e il rilascio di Andrea Mountbatten-Windsor. Stando al Mirror qualcuno, tra la folla accorsa per i Bafta, avrebbe gridato a William e Kate: “La monarchia è in pericolo?”. Questa è la domanda che tutti si stanno ponendo. Lo scandalo Epstein potrebbe addirittura alterare per sempre il volto della Corona britannica attraverso lo stravolgimento della linea di successione al trono.

Esclusione e abdicazione

In questo momento il destino della Corona si basa su due parole chiave, che abbiamo sentito e letto molto spesso nell’ultimo periodo: esclusione e abdicazione. La prima si riferisce alla possibile rimozione dell’ex principe Andrea dalla linea di successione al trono britannico. Al figlio prediletto di Elisabetta II, infatti, è stato tolto tutto, dai titoli alla casa, ma non l’ottavo posto nell’elenco dei potenziali eredi del regno d’Inghilterra. Non ancora, almeno. Il governo britannico starebbe per iniziare le procedure che porteranno alla cancellazione definitiva del nome dell’ex duca. Il Primo Ministri Starmer “è aperto all’introduzione della legislazione”, scrive The Times, quando le indagini della polizia saranno concluse. Non è detto, però, che questo basti a placare i cittadini indignati: la corruzione è arrivata fino al cuore della Corona e la stampa britannica si chiede se la soluzione migliore per garantire il futuro della monarchia non sia l’abdicazione di Carlo III e la conseguente ascesa al trono di William e Kate.

Un procedimento complicato

L’esclusione di Andrea dalla linea di successione è un’ipotesi sempre più concreta. Il problema è che non è così semplice come potrebbe apparire. Come spiega la Cbc la decisione di estromettere l’ex duca non può essere presa solo dal Re. Il Parlamento britannico e i governi dei 15 Reami del Commonwealth (cioè i Paesi che riconoscono Carlo III come Capo di Stato) devono agire di comune accordo. Nello specifico l’atto del Parlamento deve essere approvato dalla Camera dei Lord e dalla Camera dei Comuni e, infine, è necessario l’assenso di Sua Maestà.

“Una barriera”

L’atto di esclusione sarebbe doveroso non solo per la gravità delle accuse, ma anche perché rappresenterebbe una presa di posizione ben determinata per la royal family. O meglio, un necessario distanziamento dall’ex principe e dal suo più che ambiguo legame con Epstein. “C’è un estremo desiderio, all’interno del governo e del Palazzo, di mettere una barriera…tra questa crisi e la…monarchia”, ha detto lo storico David Olusoga a Bbc Newsnight.

Improbabile, non impossibile

Poco importa che l’ascesa al trono di Andrea Mountbatten-Windsor sia un evento davvero improbabile: “Andrea è in basso nella linea di successione. Altri, prima di lui, sono più giovani e in salute. Siamo realisti: virtualmente ci sono zero possibilità che possa diventare Re”, come sottolinea alla Cbc Robert Finch, presidente della Monarchist League of Canada. Improbabile, però, non vuol dire impossibile. Sir Ed Davey, leader dei Liberal Democratici, ha dichiarato in proposito, citato dalla Bbc: “…Si tratta di una questione che il Parlamento prenderà in considerazione quando sarà il momento giusto….la monarchia vorrà assicurarsi che Andrea non diventi mai Re”. In fondo la prudenza non è mai troppa.

La legge del 2013

Da un punto di vista puramente tecnico, diciamo così, alterare la linea di successione non è un fatto tanto incredibile. È già successo in un passato recente, nel 2013, come ricordano il sito della royal family e la Bbc, quando il Succession to The Crown Act modificò le disposizioni del Bill of Rights (1689) e dell’Act of Settlement (1701): in questo modo venne abolito il diritto di primogenitura maschile in favore della primogenitura assoluta (per cui oggi il genere dell’erede al trono non è più una discriminante: la principessa Charlotte, per esempio, non può più essere scavalcata dal fratellino Louis nella linea di successione) e abrogata la norma sull’esclusione dalla linea degli eredi al trono dei reali che contraggono matrimonio con un cattolico. La nuova legge si applica ai nati dopo il 28 ottobre 2011.

Due precedenti

Se andiamo ancora più indietro nel tempo troviamo due esclusi dalla linea dinastica. Il primo è il Re cattolico Giacomo II. Durante la Gloriosa Rivoluzione (1688-1689) il sovrano scappò a Parigi, in cerca di protezione. Il Parlamento decise di affidare il trono vacante a sua figlia, Maria II Stuart, moglie di Guglielmo d’Orange (Guglielmo III). Entrambi erano protestanti. Il loro regno sancì l’inizio di una monarchia costituzionale in cui il potere e il ruolo dei sovrani era regolato, dunque limitato dal Parlamento attraverso i già citati Bill of Rights e Act of Settlement. Il secondo è Edoardo VIII, nel 1936. Dopo l’abdicazione l’ex Re (e i suoi potenziali discendenti), furono esclusi dalla linea di successione. Tuttavia, come giustamente fa notare Robert Jobson su Hello, “nessuno è mai stato escluso forzatamente dalla successione britannica”. Edoardo VIII, infatti, ha rinunciato “volontariamente” al trono per sposare Wallis Simpson. Nel caso di Giacomo II fu il Parlamento a dichiarare l’abdicazione, ma il monarca non lo accettò mai.

Come cambierà la linea di successione?

Se davvero il governo approverà l’esclusione dell’ex duca di York e la Casa reale “non si opporrà”, come sottolineato da una fonte di Tatler, la linea di successione potrebbe subire alcuni cambiamenti. Ovviamente il principe William e i suoi figli non ne verranno neppure sfiorati. Lo stesso vale per il principe Harry e i principi Archie e Lilibet Diana, rispettivamente quinto, sesto e settima. I problemi riguarderebbero i successivi, potenziali eredi: subito dopo Andrea, infatti, ci sono la principessa Beatrice (nona), le sue figlie Sienna e Athena Mapelli Mozzi (decima e undicesima), la principessa Eugenia (dodicesima) e i suoi bambini Jack e August (rispettivamente tredicesimo e quattordicesimo posto). Se i provvedimenti del Parlamento riguarderanno solo il fratello di Carlo, le sue figlie e i suoi nipoti avanzeranno semplicemente di un posto. Se, invece, tutti i discendenti di Andrea verranno esclusi, saranno rimpiazzati dal duca di Edimburgo, ovvero il principe Edoardo (ora quindicesimo) e dai suoi figli, James Mountbatten-Windsor (sedicesimo) e Lady Louise Mountbatten-Windsor (diciassettesima).

Carlo abdicherà?

Secondo Tatler è improbabile che il Re voglia cancellare Beatrice ed Eugenia dalla linea di successione. È affezionato alle principesse e non vorrebbe che pagassero per le colpe dei genitori. In ogni caso non è detto che per salvare la monarchia sia sufficiente escludere l’ex duca di York, sebbene secondo un recente sondaggio di YouGov l’82% dei cittadini britannici sarebbe d’accordo con questa decisione. Da giorni, infatti, i media si chiedono se non sia più giusto, per Carlo, farsi da parte. Stando agli insider, però, Sua Maestà non avrebbe mai nemmeno preso in considerazione l’idea. Questo è il suo regno. Ha aspettato a lungo per poterlo realizzare e non lascerà che Andrea rovini quanto fatto finora. “Il Re rimarrà. Punto”, ha detto una fonte al giornalista Rob Shuter. “Questa è la crisi di Andrea, non della Corona. Carlo ha già staccato la spina.

Quel capitolo è chiuso”. Un altro ha aggiunto: “Non si fa esplodere la monarchia perché implode uno dei suoi membri”. Un terzo ha chiosato: “La monarchia è sopravvissuta a guerre, abdicazioni, scandali. Non si piegherà ora”.

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