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Dopo Andrea ora trema anche Re Carlo: le mail segrete che lo inchiodano

Lo scandalo dell’ex principe Andrea sta travolgendo anche Re Carlo e rischia di aprire una delle pagine più delicate per la monarchia britannica degli ultimi anni

Dopo Andrea ora trema anche Re Carlo: le mail segrete che lo inchiodano

La monarchia britannica torna al centro di una tempesta mediatica e politica. Una serie di email trapelate, pubblicate dal Mail on Sunday, sostengono che Re Carlo, quando era ancora Principe di Galles, sarebbe stato informato già nel 2019 dei controversi rapporti finanziari del fratello Andrea Mountbatten-Windsor con il discusso banchiere britannico David Rowland. Le rivelazioni riaprono uno scandalo, che non si è mai fermato ed è sfociato con l’arresto dell’ex principe Andrea, che sembrava ormai sedimentato e pongono una domanda destinata a pesare a lungo, chi sapeva cosa, e soprattutto quando?

Le email anonime e il presunto coinvolgimento di Carlo

Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, una serie di messaggi anonimi sarebbero stati inviati nel 2019 ai legali della regina e al segretario privato dell’allora principe Carlo. In quelle comunicazioni si delineava un quadro dettagliato dei rapporti tra Andrea e i Rowland, padre e figlio, con riferimento a presunti intrecci finanziari opachi. Le email descriverebbero una relazione privilegiata tra il duca di York e il banchiere, arrivando a sostenere che Andrea avrebbe attribuito maggiore importanza ai propri interessi economici che ai doveri verso la famiglia reale. Un’accusa pesante, aggravata dal fatto che il sovrano sarebbe stato messo a conoscenza della situazione con largo anticipo rispetto all’esplosione pubblica del caso.

David Rowland, il banchiere al centro del dossier

Figura chiave dell’intera vicenda è David Rowland, imprenditore finanziario con un passato controverso e fondatore, insieme al figlio Jonathan, della Banque Havilland, istituto con sede in Lussemburgo la cui licenza è stata revocata nel 2024 dalle autorità di vigilanza europee. Secondo i documenti esaminati dal Mail on Sunday, Andrea avrebbe consentito a Rowland di inserirsi attivamente nelle sue attività ufficiali durante il periodo in cui ricopriva il ruolo di inviato speciale per il commercio internazionale del Regno Unito. Tra il 2001 e il 2011, i Rowland avrebbero accompagnato il principe in numerosi viaggi in Cina e negli ex Stati sovietici, consolidando una rete di relazioni economiche e istituzionali. In alcune comunicazioni emergerebbe un passaggio particolarmente delicato, Andrea avrebbe descritto Rowland a Jeffrey Epstein come il suo “uomo di fiducia in fatto di denaro”, un dettaglio che oggi assume un peso politico enorme.

Affari, banca lussemburghese e presunti vantaggi personali

Le email parlano di presunti pagamenti e favori. Tra le accuse più gravi vi sarebbe quella secondo cui Rowland avrebbe versato somme al duca di York in cambio di sostegno per ottenere una licenza bancaria in Lussemburgo per la Banque Havilland. Emergono inoltre riferimenti a contributi economici destinati all’ex moglie di Andrea, Sarah Ferguson, e all’offerta di somme ingenti per coprire debiti personali del principe. In alcuni scambi si farebbe persino riferimento alla condivisione di informazioni sensibili su mercati finanziari e opportunità di investimento, compresi dettagli relativi alla crisi islandese del 2010. L’ipotesi più inquietante è che Andrea possa aver sfruttato la propria posizione istituzionale per negoziare accordi economici privati, inclusi tentativi di intermediazione nella vendita di petrolio alla Cina, prospettando possibili profitti condivisi con Epstein.

Il legame con Jeffrey Epstein

Il nome di Jeffrey Epstein continua a proiettare un’ombra lunga sulla vicenda. Nonostante la condanna del finanziere statunitense per reati sessuali, le comunicazioni suggerirebbero che i contatti tra Andrea e l’ambiente di Epstein non si siano interrotti immediatamente, nonostante quanto affermato dall’ex principe. Alcuni messaggi indicherebbero tentativi di promuovere i servizi finanziari dei Rowland presso contatti riconducibili a Epstein, anche dopo che lo scandalo era ormai di dominio pubblico. Un elemento che alimenta interrogativi sulla valutazione politica e morale delle sue frequentazioni.

Pressioni politiche e richieste di esclusione dalla successione

La vicenda ha ovviamente creato dubbi per la linea di successione al trono, dove attualmente Andrea occupa l’ottavo posto. Diverse voci politiche hanno chiesto un intervento formale. Il ministro della Difesa Luke Pollard ha dichiarato che “escluderlo” sarebbe “la cosa giusta da fare”. Anche l’avvocata statunitense Gloria Allred, che ha rappresentato numerose vittime di Epstein, ha invitato pubblicamente i membri della famiglia reale a collaborare con eventuali indagini. Dall’opposizione, figure come Chris Philp e Priti Patel hanno sollecitato un intervento immediato della polizia, sostenendo che nessuno possa essere al di sopra della legge. Il tema ha raggiunto anche le prime pagine di altri quotidiani, mentre in Parlamento cresce la pressione per fare piena luce.

Il silenzio di Carlo

Un interrogativo domina il dibattito pubblico, se Carlo fosse stato informato nel 2019, perché non intervenne? Alcuni osservatori ipotizzano che l’allora erede al trono abbia scelto di non esporsi per rispetto della volontà della madre, la regina Elisabetta II, da sempre attenta a proteggere l’unità familiare. Tuttavia, in un clima mediatico profondamente mutato, questa possibile giustificazione appare oggi fragile agli occhi dell’opinione pubblica. La percezione di una conoscenza anticipata rischia di minare la narrazione di trasparenza e rinnovamento che Carlo ha cercato di costruire sin dall’inizio del suo regno. Un portavoce reale ha fatto sapere che il sovrano collaborerà pienamente con eventuali indagini e ha invitato chiunque disponga di informazioni a rivolgersi alle autorità competenti.

Una delle crisi più gravi della monarchia moderna

Lo scrittore Andrew Morton, noto per le sue opere sulla famiglia reale, ha definito l’attuale situazione “la più grave crisi nella storia recente della monarchia britannica”. Mentre il principe William e Kate Middleton continuano a presenziare agli eventi ufficiali, nel tentativo di preservare un’immagine di stabilità istituzionale, le “schegge” dello scandalo Andrea sembrano raggiungere direttamente il cuore della Corona.

Il nodo resta politico e morale insieme, stabilire la verità sui rapporti economici del duca di York e chiarire il livello di consapevolezza di Carlo. Per la monarchia britannica, già segnata da anni turbolenti, questa potrebbe rivelarsi una prova decisiva per la sua credibilità futura.


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