Il Ramadan sta finendo e nei prossimi giorni ci saranno diverse feste per la fine del mese sacro dell’Islam. A Milano, una di queste, è promossa dal Municipio 9 e pubblicata anche sul sito del Comune: viene promosso come “Eid di quartiere” e si terrà in via Bernardino de Conti. “Dai libri per bambine e bambini alle attività e laboratori per l’infanzia; dal banchetto condiviso alla musica: sono i contenuti di un evento che rappresenta un’occasione di incontro tra le persone che vivono il quartiere”, si legge nel sito del Municipio 9.
L’organizzazione non è in capo al Comune di Milano e al suo Municipio ma è coordinata dalle associazioni islamiche locali. L'iniziativa, pur presentata sotto l'egida del dialogo interculturale, solleva questioni che vanno oltre la semplice festa di quartiere. Via Bernardino de Conti diventerà il fulcro di una celebrazione che, se da un lato mira a coinvolgere le famiglie con letture e laboratori, dall'altro conferma una tendenza ormai consolidata nella gestione degli spazi pubblici milanesi. Il patrocinio del Municipio 9 e la pubblicazione dell'evento sui canali istituzionali del Comune di Milano sanciscono un avallo politico chiaro a una manifestazione che, pur essendo coordinata da associazioni private, assume una rilevanza pubblica notevole.
“Ci tengono anche a farci sapere che ‘Eid’ è un migratismo, parola che provenendo da altre lingue migra verso l’italiano, e che il significato è ‘festa religiosa musulmana’. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Milano e con volantino in italiano e arabo, vuole “valorizzare la presenza della comunità musulmana con un momento conviviale e inclusivo”. Non discuto il rispetto per le altre culture, ma le priorità della sinistra sono, come sempre, piuttosto capovolte”, dichiara l’onorevole Silvia Sardone, europarlamentare della Lega, in una nota. Tutto questo, fa notare Sardone, “mentre le periferie vivono problemi di degrado e insicurezza” ed è sempre più evidente “che Pd & compagni vogliano compiacere le comunità musulmane piuttosto che rispondere ai bisogni reali dei milanesi. È una questione di ricerca di consenso.
Intanto in tutta la città si moltiplicano moschee abusive nel totale silenzio dell’amministrazione. Sala e i suoi rappresentanti nei municipi preferiscono alimentare una sottomissione ideologica e culturale all’Islam invece di occuparsi dei problemi che vive la città”.