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Alla festa del sacrificio islamico anche i sindaci e un parroco

Secondo il sindaco di Cavallino-Treporti, la partecipazione istituzionale a questa celebrazione è una “forma concreta di integrazione”

Alla festa del sacrificio islamico anche i sindaci e un parroco
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La festa del Sacrificio islamico, in arabo Eid-al-Adha, in queste ore sta animando molte città italiane, sia quelle più grandi che quelle di dimensioni ridotte. Molte le polemiche per i disagi causati, perché in alcune città le autorità hanno deciso di concedere ai musulmani intere strade per la preghiera, causando inevitabili problemi di viabilità. In altre, invece, le polemiche nascono perché il muezzin, all’alba, intona le cantilene sacre, le preghiere del mattino, che però svegliano chi dopo poche ore deve andare a lavoro e non è interessato alla preghiera. Si tratta di un punto importante, perché la preghiera dei muezzin si diffonde tramite megafoni e, quindi, ha un’ampia risonanza in città, anche in quelle in cui non è permesso per regola comunale causare alcun tipo di rumore molesto prima delle 7 del mattino. Eppure, è la lamentela più frequente, alle comunità islamiche viene concesso.

Una disparità di trattamento che non gradiscono in tanti ma che, invece, pare andare bene ad alcuni sindaci e perfino ad alcuni parroci. Molto probabilmente non è infastidito da questa espansione di azione il parroco di due parrocchie di Jesolo che, assieme al sindaco di Jesolo Christofer De Zotti, al sindaco di Cavallino-Treporti Roberta Nesto a al vicesindaco uscente Francesco Monica hanno partecipato alla celebrazione nell’impianto sportivo cittadino. “Vengo sempre con piacere e tornerò ancora”, ha dichiarato De Zotti, aggiungendo che secondo lui “la comunità musulmana presente in Italia non sia qui soltanto per lavorare, ma anche per portare avanti le proprie tradizioni e i propri convincimenti religiosi. L'amministrazione comunale è sempre stata disponibile a concedere questo stadio. Non è semplice trovare spazi adeguati per le attività culturali, ma con il dialogo le soluzioni si trovano. Continuiamo a mantenere un rapporto civile e a crescere come comunità nel rispetto reciproco”.

Con queste parole il sindaco ha spiegato al Gazzettino la sua presenza all’incontro, rispedendo però al mittente le ipotesi che nella sua città si possa costruire una moschea: “Nessuna moschea è all'ordine del giorno", ha puntualizzato. Qui si tratta semplicemente di mantenere un rapporto fondato sul rispetto reciproco. Le polemiche a Mestre? Non entro in quello che accade in altre città”.

Il sindaco di Cavallino-Treporti, invece, ha azzardato un paragone con la Bibbia, perché “nell'Antico Testamento si parla del sacrificio verso Dio ha ricordato” e poi ha spiegato di considerare la condivisione di questo rito come “una forma concreta di integrazione”.

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