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Spunta l'allerta per il "barbonismo domestico". Cos'è e perché preoccupa

Un disagio “invisibile” ma sempre più presente nella nostra società: quali sono le cause

Spunta l'allerta per il "barbonismo domestico". Cos'è e perché preoccupa
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“Non abitare più il mondo”. Con questo titolo e un lungo approfondimento, la Treccani mette in luce un fenomeno di disagio presente nella nostra società, in aumento, ma di cui si parla poco. È Nicola Boccola, psicologo giuridico e mediatore familiare, spiegare dettagliatamente il cosiddetto “barbonismo domestico”.

Di cosa si tratta

“La condizione per cui l’abitazione di un individuo socialmente funzionante raggiunge gradualmente il livello di entropia di un accampamento provvisorio, senza che gli abitanti sembrano trovarlo degno di nota. Spesso come risposta di isolamento alla perdita di lavoro o relazioni significative”.

In pratica, quindi, è una sorta di "esclusione e isolamento sociale che caratterizza l’esistenza di chi vive da barbone dentro la propria abitazione", sottolinea Boccola. La preoccupazione è che si tratta di un fenomeno preoccupante e in crescita come ha rilevato la Treccani.

Le cause

Studi condotti negli Stati Uniti ‒ dove il fenomeno si chiama “domestic clutter personality” ‒ mettono in luce come il barbonismo domestico attraversa classi sociali e livelli di istruzione con la tendenza presentarsi soprattutto nelle persone anziane. “Pensionati che hanno smesso di ricevere ospiti e con essi ogni ragione estetica per intervenire”. Dunque, questa forma di barbonismo è una condizione che si manifesta come risposta a una perdita - di lavoro, di relazioni, di riferimenti significativi - e che conduce progressivamente al ritiro dal mondo”, spiega Boccola.

La differenza con la Sindrome di Diogene

Una linea sottile ma la demarcazione c’è: se la Sindrome di Diogene è un grave disturbo del comportamento caratterizzato da estremo isolamento sociale, incuria e trascuratezza dell'igiene personale e dell'abitazione, nel barbonismo domestico l’accumulo degli oggetti “avviene per inerzia e si accompagna a una precisa scelta di non abitare più il mondo”, sottolinea Boccola.

Quali soluzioni adottare? Secondo la consulente giapponese Marie Kondo bisognerebbe tenere in casa solo ciò che suscita gioia: principio semplice ma agli antipodi per il barbone domestico, che ormai non la trova in

niente. Sui motori di ricerca si vede che in Italia esistono almeno cinque ditte attente al tema: promettono specifici servizi combinati di pulizie e traslochi, con un approccio di tutela psicologica per i potenziali clienti.

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